Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

Forze di Polizia

Stabilizzato il bonus “80 euro” (500 milioni di euro), rifinanziato il riordino delle carriere (390 milioni di euro), rifinanziato il contratto (150 milioni di euro + i 74 già previsti) e fondi straordinari per le assunzioni. Questo prevederebbe (aspettiamo il testo ufficiale) il DDL Stabilità 2017 per il comparto sicurezza.

Evviva!? … No! c’è poco da esultare, almeno sotto il profilo della funzionalità e della produttività in generale e sotto il profilo del ruolo Ispettori in particolare.

Da molto, troppo tempo stiamo chiedendo al Governo l’apertura del confronto per il contratto collettivo del comparto sicurezza e soccorso pubblico. Da molto, troppo tempo, stiamo sollecitando il ministro Madia e i ministri competenti a mettere in chiaro le risorse disponibili e la loro destinazione per risarcire la perdita del potere d’acquisto del personale militare, dei corpi di polizia e del Corpo dei Vigili del fuoco,  dare risposta economica alla loro crescita professionale,  aggiornare gli istituti regolati da norme e contratti, e procedere al tanto atteso riordino.

La direzione generale per le risorse umane degli Interni ha fornito alcuni chiarimenti in materia di congedi parentali e dei riposi giornalieri al padre quando la madre è casalinga.

Il 12 ottobre  si è tenuto un nuovo confronto con l’Amministrazione degli Interni sul provvedimento di  delega per il riordino delle carriere. Nel corso della riunione, è stata illustrata una nuova ipotesi basata non più sul limite di 119 milioni di euro già stanziati e disponibili ma su una disponibilità complessiva di oltre 500 milioni di euro a regime, quindi con un incremento di circa 390 milioni di euro, in linea con le richieste delle sottoscritte OO.SS., alle quali la parte pubblica ha garantito che detto incremento non andrà ad incidere sui circa 440 milioni annui attualmente utilizzati per il bonus specificità di 80 euro mensili netti.

Il Consiglio Centrale di Rappresentanza  ha incontrato il Capo di Stato Maggiore ed il Capo del VI Reparto i quali hanno illustrato il punto di situazione del confronto fra le Amministrazioni in ordine all’attuazione della delega inerente al riordino delle carriere. Al riguardo, sono stati forniti i prospetti  che delineano l’ipotesi di accordo si qui raggiunta tra le Amministrazioni con riferimento al trattamento economico del personale non dirigente. 

Faremo anche il riordino delle carriere che io chiamo “riforma sul merito in Polizia, perché bisogna riaprire i canali di salita in carriera”, a tale scopo “abbiamo messo 190 milioni di euro su questo, ma non bastano, ne servono altri 250 milioni e ciò potrà essere fatto nelle prossime due leggi di stabilità”. Così si è solennemente espresso il Ministro Alfano lo scorso venerdì, intervenendo al congresso di un sindacato di polizia (SIAP).Una dichiarazione che si aggiunge a quelle del Premier Renzi, del Ministro Madia (per la PA), del Ministro Giannini (per la scuola) e di tutto il Governo “Merito, merito, merito! Produttività, produttività, produttività! Rivoluzione nella pubblica amministrazione!

E' entrato in vigore il decreto legislativo relativo all'assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell'Arma dei Carabinieri. 

I lavoratori del corpo forestale dello Stato che saranno assorbiti nell'Arma dei Carabinieri non avranno diritto all'ausiliaria. Lo prevede l'articolo 14, comma 4 del decreto legislativo 177/2016 che disciplina il trasferimento del personale del Corpo Forestale dello Stato all'interno dell'Arma dei Carabinieri.

Dalle incertezze sul  riordino delle carriere al blocco contrattuale il passo è breve. “Per il Silp Cgil – afferma il segr. Gen. del Silp  Tissone – c’è una direzione obbligatoria cui bisogna andare: un reale riconoscimento delle funzioni di chi, da troppo tempo, aspira ad una ‘giusta valorizzazione della propria professionalità’ connessa ad un miglior servizio da rendere al Paese. Avere il contratto bloccato da oltre 7 anni non significa solamente una perdita in termini di potere d’acquisto ma, per il comparto sicurezza, significa anche non adeguare gli strumenti normativi che permetterebbero un adeguamento ai nuovi contesti e alle sfide future vedasi, una su tutte, il contrasto al terrorismo.

"E' opportuno - afferma Daniele Tissone, Segr. generale del sindacato di Polizia, che si cominci a discutere in maniera tangibile del contratto relativo alle forze dell'ordine, che hanno i loro stipendi fermi al 31 dicembre 2009. Il bonus di 80 euro percepito nel 2016 dalle lavoratrici e dai lavoratori in divisa ha costituito sicuramente una boccata di ossigeno, ma non può considerarsi esaustivo rispetto alle prerogative di donne e di uomini che rischiano la vita ogni giorno e che oggi si trovano a contrastare, spesso in carenza di mezzi, di organici e di formazione adeguata, un fenomeno, complesso e insidioso, come quello del terrorismo internazionale."

Avanzamento a scelta, per esami, per il conferimento di 65 promozioni al grado di Maresciallo Aiutante Sostituto Ufficiale di Pubblica Sicurezza dell’Arma dei Carabinieri per il 2016

DM 219/1D Bando del 16° concorso interno di aggiornamento per 480 Allievi Vice Brigadieri Arma dei Carabinieri.

Data di pubblicazione: 25 agosto 2016 -  Data scadenza: 19 settembre 2016

 

L’ANAC - Autorità Nazionale Anticorruzione - lo scorso 3 agosto ha pubblicato il testo definitivo del Piano Nazionale Anticorruzione 2016 in cui, tra l'altro, si prevede he non sarà più consentito alle amministrazioni regolamentare una stessa procedura con più strumenti normativi; per esempio, con il Piano triennale e con altre disposizioni di rango inferiore (lettere, fogli d’ordine, circolari, codici etici, ecc..). In tutti questi casi, evidentemente, si corre il rischio di creare interpretazioni discordanti che generano incertezza e confusione. Alla luce di questa norma l'autore dell'articolo evidenzia la discrasia che può scaturire dagli  interventi normativi con cui è stato introdotto in Guardia di Finanza l’istituto del whistleblowing.


di Daniele Tissone  - Segretario generale sindacato di polizia Silp Cgil - 

I poliziotti italiani di oggi non sono poi così diversi da come Pasolini e Di Vittorio li descrivevano anni orsono. "Lavoratori come gli altri, figli dei poveri, delle periferie urbane e contadine, in gran parte del sud, servitori dello Stato eppure cittadini di serie B". Due grandi protagonisti della vita culturale, politica e sindacale del '900 avevano compreso e cercato di far comprendere agli italiani cosa c'era dietro quelle divise logore che per molti, specialmente negli anni della contestazione, rappresentavano il nemico.

Oggi i poliziotti non provengono solo dal sud e non sono più figli dei poveri, ma rischiano di diventare i nuovi poveri se è vero, come è vero, che da 7 anni non è stato rinnovato loro il contratto di lavoro e che, in molti casi, devono mantenere una famiglia, pagare un mutuo e sopravvivere al caro vita delle grandi città con 1.200/1.400 euro al mese, soggetti anche a doveri e obblighi non riscontrabili presso le altre categorie di lavoratori. Problemi che li accomunano agli operai, agli impiegati e alla gran parte del mondo del lavoro che vive oggi, per via della crisi economica che continua a mordere, una situazione difficile e complessa.

“Riconosco a questo governo di aver invertito significativamente un trend che da oltre dieci anni vedeva le forze di polizia non all’attenzione dei governi che si sono succeduti”.

Lo ha detto il capo della polizia Franco Gabrielli rispondendo a una domanda sulla richiesta dei sindacati delle divise, in particolare del Silp Cgil, di schierare agenti più giovani dopo le polemiche legate alla morte del sovrintendente Diego Turra.

Il comunicato congiunto delle OO.SS. della Polizia di Stato emanato a seguito dell'ultima riiunione con l'Amministrazione sul riordino delle carriere durante la quale  la delegazione ha consegnato un  documento che presenta contenuti a carattere generale, nonché privi della parte relativa ai ruoli Commissari e Dirigenti e sul loro futuro, condizionando una compiuta valutazione dell’impianto prospettato dall’Amministrazione

Un commento  sulla norma della Legge madia che prevede l'estensione a tutte le Forze di polizia del - fino a oggi quasi sconosciuto in quanto applicato ai soli Carabinieri - dell'articolo 237 del Codice dell’Ordinamento militare, subordinando le informative di reato della polizia Giudiziaria alle valutazioni di opportunità della linea gerarchica.

...Poteva essere l’occasione per aggiornare e correggere i difetti della“121”, per adeguare il comparto sicurezza ai tempi, alla società ed alle nuove esigenze di sicurezza, per introdurre elementi come la contrattazione integrativa, per rendere produttiva la spesa improduttiva, per ridurre i ridondanti livelli di comando, per introdurre veri elementi di meritocrazia, per recuperare risorse umane dal funzionamento a favore di servizi operativi a valore, per informatizzare i processi di lavoro, ecc..

Poteva essere … non è

Commento al nuovo Codice deontologico emanato dalla Guardia di Finanza, allo scopo di recepire la vigente normativa anticorruzione, a distanza di 20 anni dal precedente. Il documento è stato presentato come uno “strumento idoneo a prevenire e contrastare fenomeni di illegalità, nonché a garantire ulteriormente la trasparenza nelle azioni compiute dai militari”. 

 

Alla Cgil il decreto di riorganizzazione del comparto sicurezza (dlgs. 124/2015) non piace. Lo ha ribadito oggi (lunedì 27 giugno) a Roma nel corso dell'Assemblea nazionale dei quadri e delegati Cgil dei corpi di Polizia di Stato, Penitenziaria, Forestale, Finanza, Vigili del Fuoco e rappresentanti del mondo militare. Un importante appuntamento di discussione che ha messo in evidenza temi e problematiche che attraversano trasversalmente il settore sicurezza, dalla riorganizzazione del comparto alla riforma del settore di soccorso pubblico, passando per i nodi della contrattazione e della rappresentanza.

L’Osservatorio Suicidi Poliziotti di Cerchio Blu, come ogni anno elabora i dati riguardanti i suicidi degli appartenenti alle Forze di Polizia in Italia.

I periodi di riferimento presi in esame sono:

  • Dal 2010 al 2015 completi per ciò che riguarda i dati riconducibili ai corpi di appartenenza.
  • Dal 2011 al 2015 completi, per ciò che attiene alle modalità di espletamento del gesto suicida e delle fasce d’età dei poliziotti suicidi.

 

L’andamento dei suicidi secondo i dati, è stato pressoché costante negli ultimi sei anni.

Il picco massimo in termini assoluti è stato raggiunto dagli appartenenti all’Arma dei Carabinieri nell’anno 2013 (12 casi) e dagli appartenenti alla Polizia di Stato nell’ultimo anno preso in esame (2015: 12 casi) .

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