Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

Forze di Polizia

Di Gianluca Taccalozzi - Una recentissima interrogazione parlamentare del M5S ha evidenziato l’irragionevolezza della c.d. “omogeneizzazione stipendiale” dei ruoli direttivi delle Forze Armate e delle Forze di Polizia. Contemporaneamente la RGS ha accordato l’esclusione “ex post” dal blocco stipendiale delle indennità “perequativa” e di “posizione” del personale dirigenziale ed il conseguente riconoscimento dei relativi arretrati a far data dal 01.01.2011.

Aldilà del facile populismo che impera in rete, queste due circostanze evidenziano quanto sia necessario ed urgente rivedere l’intera struttura retributiva del comparto sicurezza e difesa. Una struttura anacronistica e disallineata rispetto al resto del pubblico impiego e del lavoro privato, che mortifica chi merita (“fesso”) e premia chi “campa di rendita” (“furbo”).

Il Corpo forestale dello Stato sarà sciolto. La riduzione delle forze di polizia voluta dal premier Matteo Renzi e ribadita nella delega Pa   ha così un primo, concreto traguardo: i tempi saranno rapidi anche se non immediati. Restano in piedi Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia penitenziaria. I forestali, circa 8mila addetti, dovranno confluire in una delle forze dell’ordine. La questione, per nulla semplice, è in discussione ai tavoli interforze presso il dipartimento di Ps - sulla logistica, le specialità, i presìdi sul territorio - al lavoro proprio per il riordino. I vertici di carabinieri e poliziotti, in particolare, stanno valutando funzioni, dotazioni, strutture e personale della forestale che, essendo civile, dovrebbe essere immesso nella Polizia di Stato.

l ministero della giustizia detta le regole sull’uso dei social network al personale dell’amministrazione penitenziaria. Con una circolare del 20 febbraio scorso, via Arenula ha infatti fornito «precisazioni sull’uso dei social network da parte del personale dell’amministrazione penitenziaria», per evitare il rischio di rivelare informazioni sensibili che possono mettere a repentaglio la sicurezza della stessa.

 

Dopo una lunga attesa ed una serie di rinvii (l’ultimo, chiesto proprio dal Governo pochi giorni fa) dovrebbe essere discusso a breve il disegno di legge “disposizioni in materia di identificazione degli appartenenti alle forze dell’ordine”. Si tratta di una  proposta che porta la prima firma del senatore di Sinistra Ecologia e Libertà Peppe De Cristofaro, cui si sono aggiunti i colleghi De Petris, Barozzino, Cervellini, Petraglia, Stefano, Uras e gli ex senatori del Movimento 5 Stelle Campanella e De Pin. La richiesta di una modalità semplice e precisa per “riconoscere” l’identità degli agenti di polizia (e non solo) durante l’intero arco di svolgimento delle loro funzioni, è da sempre legata ad episodi di cronaca, che evidenziano il comportamento non sempre esemplare delle forze dell’ordine.

Di Gianluca Taccalozzi -- Ancora non è stato definito lo sblocco delle carriere vigenti (senza arretrati, Sic!) e già si riparla di riordino delle carriere. Come se fossimo ancora nell’allegro mondo del 1995/2001 quando qualche milione di euro per assecondare le richieste del personale pubblico si trovavano sempre e non a margine di quattro anni di blocco stipendiale, con i contratti bloccati dal 2009 ed il turn-over ridotto al lumicino da anni.

Per un riordino delle carriere sostanziale servirebbero risorse almeno dieci volte superiori ed un turn-over completo per i prossimi anni, un quadro che nemmeno il più ottimista degli illusi può immaginare. Non si riesce a capire (o forse non si vuole) che l’attuale quadro politico, sociale ed economico non ammette più la logica del “promuovo tutti (ad anzianità) responsabili, coordinatori e comandanti e poi arruolo chi lavora al posto loro”.

Senza contare, poi, che per renderlo effettivo un riordino bisognerebbe mettere d’accordo 5 Ministeri, 5 Amministrazioni e 5 rappresentanze diverse. In altri termini, prima che si faccia una legge delega con i relativi decreti attuativi (semmai ci si arriverà) passerà almeno qualche altro anno....

Oneri previdenziali, assistenziali ed assicurativi di un appartenente ai ruoli della dipendente della Polizia eletto Presidente del Consiglio di un Comune con popolazione inferiore ai 50.000 abitanti che chiede di essere posto in aspettativa non retribuita ai sensi dell'art. 81 del DPR 267/2000. Richiesta chiarimenti da parte del sindacato di polizia al Ministero dell'Interno.


Razionalizzeremo la funzione di polizia in mare”. Parola di Presidente del Consiglio.

Oggi in mare operano, con compiti diversi, quasi tutte le Forze di Polizia, la Capitaneria di Porto-Guardia Costiera e la Marina Militare.

Alla Marina Militare sono demandati compiti di difesa militare, alla Capitaneria di Porto (sempre Marina Militare) compiti amministrativi e di controllo in aree portuali e soccorso, alla Guardia di Finanza compiti di polizia economico-finanziaria, alla Polizia di Stato compiti di polizia delle frontiere e controllo dell’immigrazione e alle altre Forze di Polizia compiti generalisti di ordine e sicurezza pubblica (Arma dei Carabinieri) o specialistici per il proprio settore di competenza (Corpo Forestale). Una situazione che si presenta sì confusa, ma non molto diversa da quella che troviamo sulla terraferma!

E’ comunque evidente foss'anche per una questione di costi, il Governo non può più permettere che ogni amministrazione abbia una propria flotta ed è, quindi, ormai indispensabile procedere ad una seria razionalizzazione della presenza delle Forze di Polizia in mare; definendo presso una sola amministrazione, mezzi, uomini, investimenti e gestione. Ma a quale amministrazione assegnare questo compito delicato?

Va superato un modello di comparto che “imprigiona” amministrazioni con esigenze molto diverse e le costringe a trovare soluzioni di compromesso che finiscono per non essere idonee a nessuno. I modelli organizzativi e gli ordinamenti del personale devono essere coerenti ed adeguati alle funzioni.  Il comparto va ridisegnato garantendo quella flessibilità che consenta alla Guardia di Finanza di compiere quel processo di mutamento in polizia economico-finanziaria iniziato con il d.lgs. 68, permetta alle Forze Armate di completare il progetto Nuovo Modello Difesa e metta in condizione tutte le Forze di Polizia di razionalizzare presidi e risolvere sovrapposizioni e inefficienze, secondo le proprie specifiche e diverse esigenze.

Linee guida della procedura operativa raccomandata per la valutazione del rischio stress lavoro correlato nel personale che presta servizio nelle strutture centrali e periferiche dell'Amministrazione di Pubblica Sicurezza.

Indipendenza dalla politica. Trasparenza. Equilibrio nella gestione delle risorse. Il compito del nuovo comandante dell’Arma non è facile. A noi cittadini spetta il dovere di vigilare. In Italia, le nomine dei vertici delle forze dell’ordine hanno in genere una scarsissima eco nell’opinione pubblica, ma un peso enorme per gli addetti ai lavori. Capire cosa accade, invece, è fondamentale per comprendere il percorso che le istituzioni stanno tracciando.  

Conoscere storia e curriculum di chi occuperà posti di rilievo, di chi interloquirà per diversi anni con politica, stampa e magistratura, di chi contribuirà a segnare il corso che l’Italia imboccherà è necessario. Sono convinto che gran parte delle scelte di un governo sia leggibile attraverso la selezione dei dirigenti militari; le nomine dei vertici indicano direzioni, visioni e non semplicemente scelte tecniche.

....Se nel prossimo DEF 2015 i risparmi ipotizzati e scontati nel DEF 2014 sul settore sicurezza saranno dirottati verso altri lidi, si potrà stare tranquilli, ma se quei risparmi saranno confermati vi è il concreto pericolo che (nella prossima legge di stabilità) si ritorni a parlare di proroga del blocco contrattuale, di proroga delle limitazioni al turn-over e di interventi molto più incisivi di quelli ipotizzati nella delega (chiusure di presidi, riduzioni di organici, ecc.)....

Di Gianluca Taccalozzi - Se vogliamo trovare risorse per i contratti e le retribuzioni, se vogliamo essere protagonisti e non vittime del cambiamento, dobbiamo affrontare la “sfida” delle riforme. Servono proposte convincenti, fattibili, coerenti con la realtà e finanziariamente sostenibili. Limitarsi a fare la “voce grossa” brandendo l’arma spuntata della specificità è utile solo a dimostrare di esistere od a mantenere il consenso, fino a quando il personale si stancherà finalmente di essere preso in giro.

Sulla vicenda degli insulti via Facebook a un detenuto suicida da parte di agenti della Polizia Penitenziaria "ho firmato 16 provvedimenti cautelari di sospensione e ho concordato con il direttore del personale l'avvio del procedimento disciplinare". Così il capo del Dap Santi Consolo, dopo l'incontro avuto con il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Confermata dunque la linea del massimo rigore e delle immediate contromisure, annunciata da Consolo, appena diffusa la notizia dei commenti ingiuriosi sui social per la morte del detenuto.

Ricordando che si è trattato di "comportamenti isolati", Consolo ha anche spiegato di aver "trasmesso un corposo rapporto all'autorità giudiziaria, alla quale sono riservate le valutazioni: se si dovessero rilevare reati - ha sottolineato il capo del Dap - questa amministrazione si costituirà parte civile per danno all'immagine". E ha aggiunto: "Ci sono dei limiti nel manifestare il proprio pensiero che discendono dal ruolo e dalle funzioni del Corpo: la Polizia Penitenziaria deve svolgere i suoi compiti affinché il suo esempio eserciti un'influenza positiva su chi è chiamato a vigilare".

Appaiono sempre più diffusamente notizie relative a più o meno imminenti riforme o pseudo-riforme relative al comparto Sicurezza.

Si prospettano in modo a dir poco audace (ma sarebbe il caso di dire in modo irresponsabile) nuovi  scenari istituzionali afferenti le Forze di Polizia ipotizzando smembramenti, accorpamenti e fusioni varie. Spesso nel dibattito pubblico, anche in questo contesto così importante e delicato, regna sovrano “il bizzarro”. Nell’epoca della manomissione delle parole, la categoria del “cambiamento” ha invaso anche il campo delle FF.OO. Nella gestione della cosa pubblica non è ammessa, pena il venir meno del bene pubblico, l’improvvisazione. Si dovrebbe governare avendo in mente un’idea di base del Paese e gli ordinamenti interni delle Forze di Polizia, nonché il rapporto tra queste ultime e il resto della cittadinanza, costituiscono un nesso fondamentale per un Paese a democrazia matura come è il nostro.

Si sono riuniti a Padova i delegati della rappresentanza militare dei Carabinieri per confrontarsi sulle gravi problematiche che vive quotidianamente il personale dell’arma. Nel corso dell’incontro è emerso - tra l'altro come -  a fronte di un contesto economico-sociale nazionale e internazionale in profonda evoluzione, con l’affiorare di problematiche del tutto nuove anche sotto il profilo della sicurezza e della criminalità, sia indispensabile un impegno sinergico, convergente e coordinato di tutte le figure istituzionali per mantenere adeguati standard del primario bene e diritto dei cittadini alla sicurezza....

(ANSA)  - "La montagna ha partorito il topolino La sicurezza non cambia verso". E' così che i segretari generali del SILP CGIL Daniele Tissone e della UIL Polizia Oronzo Cosi
commentano il pacchetto di norme antiterrorismo approvato dal Consiglio dei ministri. "Per molte settimane abbiamo visto in televisione, ascoltato alla radio, letto sulla carta stampata e sul web un succedersi di dichiarazioni di fonte governativa che annunciavano l'adozione di incisivi provvedimenti per contrastare il terrorismo dopo i gravissimi fatti verificatisi in Francia e Belgio oramai oltre un mese fa - dicono i sindacalisti - sulla scorta delle misure adottate il quei Paesi ed in altri, oltre che del tenore delle notizie diffuse, ci aspettavamo che l'Esecutivo, dopo anni di tagli alle risorse, blocco sia pure parziale del turnover e dispendiose iniziative di pura facciata finalmente lanciasse un chiaro segnale di ravvedimento e "cambiasse verso".

Al centro dell'incontro • legge delega per il riordino delle carriere e di un nuovo modello dell’ordinamento del personale della Polizia di Stato che, si interfacci con il nuovo modello di  distribuzione degli uffici e relativi carichi di lavoro; attraverso una inderogabile riforma delle carriere di tutti i ruoli e qualifiche, ivi compresa la contrattualizzazione del ruolo unico della dirigenza; • concorsi interni; • razionalizzazione dei presidi di polizia; • protocolli operativi e regole di ingaggio; • assunzione straordinaria di personale attraverso lo scorrimento delle graduatorie degli idonei, dei concorsi riservati ai VFB tra cui l’ultimo bandito a 650 posti.

Al via l'anno accademico del cosiddetto "ateneo della sicurezza" alla presenza del premier Matteo Renzi, del ministro della Difesa Roberta Pinotti e del comandante generale dell'Arma dei carabinieri, Del Sette.  Dal 1884 la Scuola è un punto fondamentale dell'Arma per preparare i futuri dirigenti dell'Istituzione. "Vorrei rivolgermi agli allievi ufficiali che in questo momento vivono un momento di formazione - ha detto Renzi - Ogni mattina, durante l'alzabandiera, rivolgete un saluto alla bandiera nazionale: dopo il primo giorno magari può diventare abitudine.

Notizie  stampa che ipotizzano addirittura uno smembramento del Corpo della Guardia di Finanza, allarmano i delegati della GDF che  da tempo, sostengono la necessità di riforme che portino alla modernizzazione del Comparto Sicurezza per meglio corrispondere alle esigenze dei cittadini.

Il Comitato Direttivo Nazionale dell’Associazione “Finanzieri Cittadini e Solidarietà” riunito in data 17 gennaio 2015 ha approvato la  relazione del Segretario Generale Francesco Zavattolo, esprimendo apprezzamento per i risultati raggiunti negli ultimi mesi, con particolare riferimento per il lavoro svolto all’interno del gruppo di lavoro composto da CGIL Nazionale, CGIL Funzione Pubblica e SILP-CGIL confluito nel documento di indirizzo “IDEE E PROPOSTE PER LA RIFORMA DEL COMPARTO SICUREZZA”. Si tratta di un risultato storico per l’Associazione che ha visto partecipare la stessa, con un ruolo da protagonista, alla stesura di un documento strategico sul comparto sicurezza ed ha visto riconosciuto il proprio impegno e la propria linea tracciata dal ultimo congresso e ribadita nel documento approvato nel corso dell’ultima assemblea del Comitato Direttivo.

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