Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

 

Prossimamente il nostro giornale organizzerà in collaborazione con associazioni del settore una importante iniziativa pubblica sull'argomento. Inviateci proposte, esperienze e suggerimenti per affrontare al meglio il delicato argomento. email: info@nuovogiornaledeimilitari.com

SI COMUNICA CHE IL NUOVO  N. TELEFONICO DELLA REDAZIONE DE' IL NUOVO GIORNALE DEI MILITARI E' IL SEGUENTE: 

3914055660.

IL PRECEDENTE E' DISATTIVATO.

La Commissione Difesa, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge in materia di associazioni  sindacali del personale militare, ha ascoltato i  rappresentanti del Sindacato aeronautica militare (Siam) e del Sindacato italiano lavoratori militari dell'Esercito (Silme). Per il SIAM erano presenti Paolo Melis, Antonsergio Belfiori e Alfio Messina. Per il Silme Giuseppe Pesciaioli.   IL VIDEO INTEGRALE DELL'AUDIZIONE .

La Commissione Difesa ha svolto l’audizione del capo di Stato Maggiore della difesa, generale Enzo Vecciarelli, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle condizioni del personale militare impiegato nell’operazione “Strade Sicure”.

I dipendenti del pubblico impiego che hanno terminato la loro carriera lavorativa dovranno attendere un tempo massimo di 75 giorni dalla domanda di certificazione per poter beneficiare dell’anticipo della liquidazione.

Saranno necessari poco meno di 10 giorni dall’approvazione della manovra alla presentazione del decreto attuativo e alla pubblicazione degli enti incaricati dell’erogazione.

I dipendenti del pubblico impiego che hanno terminato la loro carriera lavorativa dovranno attendere un tempo massimo di 75 giorni dalla domanda di certificazione per poter beneficiare dell’anticipo della liquidazione.

Saranno necessari poco meno di 10 giorni dall’approvazione della manovra alla presentazione del decreto attuativo e alla pubblicazione degli enti incaricati dell’erogazione.

L’INPS con la Circolare n.119 del 18.12.2018 ha disciplinato le modalità di riscatto agevolato di periodi di lavoro (sino a 5 anni) per il personale delle Forze Armate (Arma dei Carabinieri compresa), anche ai fini pensionistici e anche per il regime contributivo. Nella circolare non è ricompreso il personale della Guardia di Finanza e delle Forze di Polizia ad ordinamento civile. 

Nella recente audizione sul Documento di economia e finanza per il 2019, la Corte sottolineava, fra le perduranti criticità del pubblico impiego, il mancato completamento della riforma delle pubbliche amministrazioni, prefigurato dalla legge delega n. 124 del 2015, con particolare riferimento al riordino dell’assetto ordinamentale della dirigenza pubblica e alla revisione complessiva della normativa sul pubblico impiego; peraltro una sollecita attuazione di tali misure ha formato oggetto di specifica raccomandazione da parte del Consiglio dell’Unione europea dell’11 luglio 2017 (2017/C261/11). I singoli argomenti trattati ora nel disegno di legge delega all’esame del Parlamento affrontano le maggiori criticità tuttora esistenti nell’ordinamento del pubblico impiego (modalità di accesso, norme per favorire il merito e la premialità, riordino della dirigenza pubblica, mobilità del personale, rapporti fra legge e contrattazione collettiva).

Il decreto Sicurezza fa ancora discutere: nel mirino questa volta, a torto, finiscono i militari italiani impegnati nelle missioni all’estero che, di rientro in Italia, rischiano multa e sequestro della vettura a causa di un vuoto normativo che espone il personale della Difesa, nonché i civili che lavorano con loro, alle sanzioni previste, pur senza dar loro un’alternativa.

Chiarimenti in ordine all’esclusione dal campo di applicazione della normativa sul Polo Unico di medicina fiscale (artt. 18 e 22 del D.lgs n. 75/2017) del personale delle Forze armate (Esercito, Marina militare, Aeronautica militare), dei Corpi armati dello Stato (Guardia di Finanza e Carabinieri, Polizia dello Stato, Polizia
Penitenziaria) e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL PERSONALE MILITARE E CIVILE ITALIANO IMPIEGATO NEI TERRITORI DELLA EX JUGOSLAVIA

Quarant’anni fa in questo Paese c’è stata una svolta rivoluzionaria. Nel 1981 una forza di polizia è stata smilitarizzata; la pubblica sicurezza da apparato militare diventa civile e quel comparto viene illuminato da luce nuova acquistando diritti fino ad allora impensabili. E’ stato un passaggio importantissimo, che ha aperto la strada ai diritti sindacali dei lavoratori degli apparati di sicurezza. Una scelta ed una trasformazione nevralgica, non solo per la sicurezza del Paese ma anche per l’esercizio dei fondamentali diritti dei lavoratori e dei cittadini, tutti. Ma non si è trattato di una rivoluzione voluta esclusivamente dai lavoratori di quel comparto; non è stato un passaggio ricercato solitariamente dai lavoratori della pubblica sicurezza; non è stata una svolta dettata dal corporativismo. Tutt’altro.

Integrazione Circolare del 19 giugno 2018 relativa alla concessione della “Croce Commemorativa nazionale per le operazioni di Cooperazione al di fuori del territorio nazionale”.

"La tutela delle vittime dell’uranio impoverito è da sempre una delle nostre priorità. E la legge annunciata  dal ministro della Salute Grillo, che aveva già fatto parte della commissione d’inchiesta parlamentare sull’uranio impoverito nella scorsa legislatura, e da quello della Difesa Trenta confermano quanta attenzione ci sia da parte dei due ministeri per aggiornare i dati a nostra disposizione sulla salute del personale civile e militare che è stato impegnato in passato in missioni nei Balcani”. Così in una nota i deputati del MoVimento 5 Stelle nelle commissioni Affari Sociali e Difesa alla Camera. 

 

Lo Stato Maggiore dell’Esercito ha risposto ai dubbi dei rappresentati dei Co.ce.r. riguardo alla stabilizzazione dei precari dell’Esercito tramite un messaggio del17 giugno 2019. I timori dei Co.ce.r. riguardo allo stato attuale del reclutamento nelle carriere iniziali delle Forze Armate sono diversi e datati: già lo scorso gennaio, infatti, questi hanno avanzato la proposta di una modifica dell’attuale status di VFP1 e VFP4 con l’introduzione di un volontario in ferma pluriennale così da garantire maggiori opportunità di stabilizzazione.

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