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Il tema della riproposizione del servizio di leva si è recentemente imposto sul dibattito nazionale dopo le dichiarazioni del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Sei favorevole?

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Al ministro dell’Interno l’ho detto l’ultima volta a Ferragosto: sciolga la Dia e faccia rientrare nei corpi d’appartenenza i poliziotti, i carabinieri e i finanzieri. Lo ha affermato il capo della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro, Nicola Gratteri, nel corso di un confronto pubblico tenutosi nei giorni scorsi in piazza a Diamante (Cosenza).

 

La norma che si occupa delle sanzioni disciplinari per il personale dell’Amministrazione di pubblica sicurezza, prevede che "l’appartenente ai ruoli della Amministrazione della pubblica sicurezza che viola i doveri specifici e generici del servizio e della disciplina indicati dalla legge, dai regolamenti o conseguenti alla emanazione di un ordine, qualora i fatti non costituiscano reato, commette infrazione disciplinare ed è soggetto alle seguenti sanzioni: 1) richiamo orale; 2) richiamo scritto; 3) pena pecuniaria; 4) deplorazione; 5) sospensione dal servizio; 6) destituzione. 

Il genitore con figli minori fino a tre anni di età dipendente di amministrazioni pubbliche può essere assegnato, a richiesta, anche in modo frazionato e per un periodo non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l'altro genitore esercita la propria attività lavorativa.

 

Si tratta di disagi che assolutamente non vanno sottovalutati. Era già state evidenziato il mancato rispetto delle 12 ore di riposo, tra un turno e il successivo, uno svolgimento del servizio con quasi 25 Kg di equipaggiamento addosso, posizione eretta fissa prolungata con presenza di carichi e così via. Le misure di prevenzione nelle attività di lavoro di questi militari devono tener conto dell'analisi dei rischi e dell'abbattimento di essi quanto più a monte possibile.

40 anni dal varo della legge che ha istituito  le Rappresentanze Militari sono molti.

Anni in cui le carenze e le criticità nel funzionamento e nel ruolo attribuito agli organismi, hanno avuto il loro peso nella scarsa adesione ad un progetto di crescita e di partecipazione attiva del personale,  che ha condotto ad un distacco sempre piu' marcato e ad un disinteresse generale, rispetto al lavoro dei delegati  nell'adempimento del loro mandato . Del resto, la Legge 382/78 aveva consegnato ai militari uno strumento di tutela facilmente imbrigliabile perché privato dei caratteri della autonomia organizzativa, della indipendenza gestionale e finanziaria e della capacità negoziale.

Un sistema di rappresentanza  attraversato da una progressiva crisi di legittimità, in gran parte dovuto ai limiti propri dell'organismo gerarchicamente inquadrato, ma anche all'astensione, alla apatia e  non partecipazione sociale del personale militare,  sintomo - peraltro - di un clima di sfiducia generale  diffuso nel Paese nei confronti del sistema di rappresentanza sociale e politica.

Il Codice Ordinamento Militare prevede l'esercizio del potere di annullamento d'ufficio degli atti del procedimento disciplinare

Secondo la Corte Costituzionale, sentenza 120/2018, la facoltà di introdurre restrizioni all’esercizio dei diritti sindacali dei militari, non può spingersi fino a negare in radice il diritto di costituire associazioni a carattere sindacale. Pertanto l’art. 1475 del codice dell’ordinamento militare viene riscritto nel seguente modo: «I militari possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale alle condizioni e con i limiti fissati dalla legge; non possono aderire ad altre associazioni sindacali».

L' esercizio di un diritto costituzionale, come quello politico, all’interno dell’ordinamento militare, subisce, quasi sistematicamente, una compressione, legittima o non legittima che possa essere, a secondo dei tempi e dei contesti, diritto, purtroppo, in ogni caso lasciato, nella moltitudine degli eventi, all’arbitrio soggettivo di colui che è destinato a controllarne l’esercizio e l’applicazione.

di Giuseppe Pesciaioli - """Questo è il tempo per decidere se farci traghettare dall’altra parte della sponda da un trafficante di vite, oppure da un’organizzazione seria che ci dia le basi e le capacità di poter e saper rappresentare.

Aumenti tabellari e nessun incremento basato sulla produttività. Così la Corte dei conti sul nuovo contratto degli statali che a suo giudizio risulta “deludente” sotto il profilo di una remunerazione tale da premiare il merito, da incentivare produttività ed efficienza nel pubblico impiego, prevedendo piuttosto aumenti di stipendio lineari per i 250 mila dipendenti di ministeri, Agenzie ed enti come Inps e Cnel. L’opinione è espressa nella delibera (pubblicata in allegato) sul rinnovo contrattuale del comparto Funzioni centrali 2016-2018 depositata il 23 marzo

Come noto nel ridisegnare le progressioni orizzontali il legislatore del riordino ha allungato le cariere con la creazione di nuovi gradi e qualifiche, sostituito le procedure selettive con altre meno selettive e privilegiato in maniera quasi esclusiva il criterio della anzianità.

La circostanza ha creato (e non poteva essere altrimenti) disappunto nei Marescialli Aiutanti con meno di otto anni di anzianità. Molto in breve, i M.A.-8 lamentano la perdita del grado “apicale” del ruolo, una discriminazione rispetto ai M.C.+8 promossi “in massa” M.A. attraverso la procedura transitoria ed una discriminazione rispetto ai M.A.+8 promossi immediatamente Luogotenente sempre attraverso la procedura transitoria.

Il malumore si è tramutato in ricorsi amministrativi ed uno dei quali è sfociato nell’Ordinanza n. 17/2018 (preleva qui l'ordinanza ) del TAR Valle d’Aosta che ha sollevato il dubbio di legittimità costituzionale delle norme che regolano il regime transitorio per il passaggio da M.A. a Lgt. dell’Arma dei Carabinieri.

di Cleto Iafrate - La dimostrazione del mobbing è attività assai complessa, se non viene dimostrato l'intento persecutorio, il lavoratore militare rischia di essere vessato in maniera indisturbata. Se il predetto lavoratore chiede di conferire con la superiore gerarchia che avrebbe il potere di bloccare le “asserite” vessazioni nei suoi confronti, tale conferimento potrebbe essere ostacolato proprio da chi, a torto o a ragione, viene vissuto come (presunto) “vessatore”.

Lo Studio legale ha dato avvio alle attività organizzative per la proposizione di un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, a vantaggio di coloro dai quali aveva già ricevuto mandato ad agire di fronte alla competente Autorità giudiziaria nazionale.

Di Gianluca Taccalozzi - Dopo nove lunghi anni è stato finalmente definito un rinnovo contrattuale. La trattativa è stata inevitabilmente condizionata dal gravissimo ritardo con cui è iniziata, dalla insufficienza delle risorse, dalla campagna elettorale, dall’incertezza sul risultato delle prossime elezioni e dalla prossima scadenza dei Co.Ce.R.. In un contesto tattico caratterizzato dalla fretta di chiudere del Governo e di alcune rappresentanze e dalla melina ostruzionistica (ispirata dall’opposizione) di tal altre rappresentanze o rappresentanti.....Dopo anni di tagli lacrime e sangue, possiamo pacificamente affermare che almeno il trend è stato invertito. Non c’è da esultare. Non c’è da ringraziare nessuno, perché governo, maggioranza, opposizione, amministrazioni e rappresentanze hanno semplicemente fatto la loro parte. Credo però che non ci sia nemmeno da urlare vergogna, andando dietro al catastrofismo distruttivo alimentato dalla disinformazione strumentale che ha ormai invaso la rete....

 

Il 2018 sarà un anno denso di eventi importanti per i diritti civili dei Finanzieri: alla fine di aprile inizieranno le procedure per il rinnovo degli organismi della rappresentanza militare (R.M.), dopo ben sei anni e due proroghe, mentre solo un paio di settimane prima, il 10 di quel mese, la Corte Costituzionale deciderà nuovamente (dopo quasi vent’anni) sulla legittimità del divieto di costituire sindacati. Potrebbe quindi trattarsi delle definitiva sepoltura di una istituzione, quella della R.M., ormai da tempo esangue.

 di Giuseppe Tiani – Segretario Generale SIAP

La vita dei cittadini non può e non deve  essere legata esclusivamente a numeri, dati statistici o economici, perché questo tipo d’impostazione sul piano oggettivo e concettuale annichilisce il valore dell’esistenza di ogni persona. Governo, Parlamento, parti sociali, mondo dell’impresa e dell’economia, devono lavorare per trovare soluzioni diverse rispetto all’innalzamento automatico dell’età pensionabile, il perverso sistema che è stato costruito deve essere corretto.

L'assetto organizzativo della rappresentanza centrale è da tempo oggetto di articoli ed interrogazioni  parlamentari, per i costi del suo  funzionamento e, recenti vicende di cronaca giudiziaria,  che hanno interessato un delegato dell'Arma dei carabinieri, hanno accentuato il clamore mediatico sull'argomento.

Si è svolta lo scorso 5 luglio una  tavola rotonda organizzata dal nostro giornale, dall'associazione Ficiesse e dal patronato INCA, sul tema:

TUTELA ASSISTENZIALE E PREVIDENZIALE DEL PERSONALE MILITARE: UN CONFRONTO NECESSARIO PER UNA GIUSTA PROPOSTA

DALLA CAUSA DI SERVIZIO ALLE MALATTIE PROFESSIONALI

L' iniziativa ha preso  spunto dalle proposte di legge   all'esame delle Commissioni Riunite (XI e XII) della Camera aventi per oggetto la sicurezza sul lavoro e la tutela assicurativa contro gli infortuni e le malattie professionali del personale delle Forze armate.

Nello scorso mese di luglio è stata resa pubblica la relazione finale della IV Commissione d’Inchiesta sull’uranio impoverito, uno studio autorevole che ha fatto ulteriormente chiarezza sulle cause di un fenomeno che ha colpito migliaia di soldati italiani negli ultimi vent’anni.

Dopo un lungo dibattito sono in dirittura di arrivo le novità sulla legge 104 e sul cosiddetto caregiver per i dipendenti pubblici e privati. Il Ddl Bignami infatti dovrebbe essere approvato entro il 2017 e si avranno diverse modifiche alla normativa vigente, al fine di poter avere un Testo Unico sull’assistenza familiare. Il caregiver (letteralmente “colui che si prende cura”) sarà non più solo la persona che presta assistenza ad un disabile, ma anche per chi presta assistenza a un familiare over 80.

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