Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

Approfondimenti

Oggi più che mai all’interno del mondo lavorativo sono presenti casi di MOBBING ma se, negli passati, lo si riteneva un quid presente nel mondo industriale, dati recenti hanno evidenziato che il mobbing viene posto in essere anche nell’esercito e può essere prodotto dal comandante o dagli stessi militari.

Uno studio sulle norme in materia di incompatibilità -  Gli incarichi (attività extraistituzionali) autorizzabili: condizioni di legittimità e modalità autorizzatorie. Gli incarichi conferiti dal datore di lavoro. -  Gli incarichi (attività extraistituzionali) sottratti ad autorizzazione. – Deroghe soggettive al regime delle incompatibilità.

Sarà stata la crisi ed i conseguenti tagli a diritti e stipendi, sta di fatto che tra i finanzieri si comincia o ricomincia a ragionare sull’opportunità seria e reale di avere diritti sindacali ed organizzazioni di rappresentanza libere, indipendenti e svincolate dalle gerarchie.

L’operatore di polizia “con stellette” inizia a discutere di sindacalizzazione senza tabù, come si ragiona di ugual diritti riconosciuti a buona parte dei lavoratori che con impegno e diligenza contribuiscono alla crescita civile, morale ed economica di questa nostra bella nazione.

Aldilà dei distinguo, libero sindacato o doppio binario, tutti ravvisano la necessità di superare l’attuale vetusto ed inadeguato sistema.

E' stato pubblicato nella gazzetta ufficiale n. 35 del 12 febbraio il testo del Decreto che determina l'ammontare massimo del beneficio a favore dei nuclei familiari con un numero di figli minori, pari o superiore a quattro, in possesso di una situazione economica corrispondente a un valore ISEE non superiore a 8.500 euro annui.

 

A margine dell’entrata delle Forze Armate e della  Guardia di Finanza nel sistema “cedolino Noi.PA” si è sparsa in rete la voce “incontrollata” di un aumento delle ritenute IRPEF applicate su alcune indennità accessorie (notturno, festivo, superfestivo, ecc.) che il governo avrebbe celatamente attuato per finanziarie il bonus di 80 euro.

Si tratta di una notizia fasulla, probabilmente ingenerata da una superficiale ed errata interpretazione del cedolino Noi.PA - Arma dei Carabinieri del mese di gennaio 2016 nel quale le indennità accessorie sono state “straordinariamente” trattate a parte.

Una interessante iniziativa del sito pensionioggi.it. Un programma consente di determinare l'importo lordo e netto del trattamento di fine servizio spettante ai lavoratori dipendenti del pubblico impiego, compreso il comparto sicuerezza.

RIORDINO SI’, RIORDINO NO. di Gianluca Taccalozzi.

Come noto l’art. 8 della legge delega Madia prevede, tra l’altro, la possibilità di riordinare le carriere del personale del comparto sicurezza ed un’analoga delega [1] è stata recentemente approvata anche per il personale delle Forze Armate.

Dietro questa delega, nascoste sotto i più spendibili termini “funzionalità”, “merito” e “professionalità”, vi sono motivazioni, del tutto legittime, ma quasi esclusivamente corporative...

Il lancio di una (nuova) grande riforma della pubblica amministrazione voluta dal Governo Renzi avrebbe meritato un dibattito a livello nazionale ricco e articolato, con i media a fare da traino. Dopo due anni, invece, ci troviamo a discutere fino alla nausea di rubagalline che timbrano e se ne vanno al bar, mentre la legittima indignazione popolare avverso le inefficienze della macchina pubblica viene dirottata sul dirigente pubblico, colpevole di tutti i mali e ridotto alla figura di casellante degli ingressi degli uffici. A dispetto di qualche voce, talvolta persino insospettabile che si leva a stigmatizzare la povertà del dibattito in essere, non una parola su aspetti che invece sarebbero centrali per rendere più efficiente l’amministrazione pubblica italiana.


Come è noto tra le norme del Milleproroghe che il Parlamento si accinge a votare, ce ne è una che impedirà  ai cittadini militari di poter esercitare un loro sacrosanto diritto: quello di scegliersi i loro delegati in seno ai Consigli di rappresentanza.
Eppure, la norma con la quale si intende prorogare il mandato dei delegati in carica, (per la terza volta), con la motivazione (sempre la stessa), ,  di portare a termine le riformeva ad incidere in un sistema elettivo in cui, gli unici protagonisti dovrebbero essere proprio gli elettori militari.

Ci risiamo. Ancora una volta le vittime da sangue infetto sono dovute emigrare alla Corte europea dei diritti dell’uomo per veder riconosciuti diritti costituzionalmente sanciti. Di questo si è occupato a lungo l’inca che ha promosso diverse cause legali. L'ultima sentenza della Cedu di gennaio 2016 ha condannato lo Stato italiano a risarcire 350 cittadini infettati da vari virus (Aids, epatite B e C) attraverso le trasfusioni di sangue che hanno effettuato durante un ciclo di cure o un'operazione.

L’altro ieri su tutte le tv, radio e giornali abbiamo assistito alla visita del segretario di Stato americano John Kerry a Roma, ufficialmente per promuovere maggiori sforzi alla coalizione nella lotta al terrorismo. Il Governo italiano nelle parole del Ministro Gentiloni ha affermato che“..l’Italia è pronta sulla Libia a fare la sua parte..». Come nelle migliori tradizioni, nella conferenza Stampa ci sono state due notizie, una buona e una cattiva. Quella buona è stata data la risposta ufficiale che la ditta italiana (Trevi SPA di Cesena) avrà l’appalto dei lavori di ristrutturazione della diga di Mosul (a 50 km dalla città),quella cattiva è che la sicurezza del cantiere toccherà alle truppe italiane.

Fa discutere da giorni la proposta emendativa con cui diversi parlamentari hanno richiesto di prorogare di un anno, ovvero fino al 30 maggio 2017, il mandato degli attuali componenti in carica del Consiglio Centrale Interforze della Rappresentanza Militare, nonché del consigli centrali, intermedi e di base delle Forze Armate, quindi anche dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza.

E’ motivo di confronto tra i delegati della stessa rappresentanza, tra il personale del comparto difesa, fa discutere ed intervenire gli osservatori abituali delle vicende dei militari e, tutto sommato l’argomento sembra anche coinvolgere od interessare in modo bipartisan qualche politico.

Il Tar del Lazio,  ha recentemente annullato la circolare n. 2/2014 della Funzione Pubblica nella parte in cui viene imposto ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche  di avvalersi obbligatoriamente dei permessi per documentati motivi personali, secondo la disciplina prevista dai CCNL, o di istituti contrattuali similari o alternativi (come i permessi brevi o la banca delle ore), per giustificare l’assenza dovuta all’effettuazione di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici secondo la suddetta nuova disciplina. 

di Fulvia Colombini, presidenza Inca 

 

Come ricorderanno i nostri lettori (LEGGI QUI) avevamo denunciato il fatto che l’Inps, nell’applicare la sentenza della Corte Costituzionale sul blocco delle rivalutazioni delle pensioni, aveva preso un “granchio” perché aveva trasformato in “indebito” la parziale rivalutazione spettante,  a seguito della normativa, con la quale è stata attuata la sentenza.

L’effetto paradossale dell’interpretazione dell’Inps è che con l’applicazione del “bonus Poletti”, stabilito dalla legge 109/2015,  i pensionati che hanno goduto nel 2012 e 2013 di un trattamento pensionistico pari esattamente a 3 volte il minimo,  dal 2014 passino ad un importo inferiore a 3 volte il minimo rivalutato, diventando di fatto percettori di somme “indebite”. In sostanza l’Inps stava chiedendo di restituire l’incremento parziale che era stato garantito come salvaguardia dalla legge Fornero e le restituzioni avrebbero dovuto cominciare a partire dal 1 marzo prossimo.

 di Fulvia Colombini, presidenza Inca

 Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi una serie di segnalazioni da parte di numerosi pensionati che si sono visti recapitare da parte dell'Inps degli "indebiti"; si chiamano così in linguaggio tecnico le somme che l'Istituto previdenziale pubblico chiede di restituire perché pagate in più rispetto al dovuto. Questi episodi possono capitare perché il pensionato, che ha diritto a una determinata erogazione economica legata al reddito, per esempio gli assegni al nucleo familiare, perde il diritto perché supera i limiti previsti. Pertanto, l'Inps chiede di restituire le somme pagate in più  per i mesi in cui il diritto era già cessato. Non è però questo il caso dei pensionati sopra menzionati.

Come Patronato, abbiamo fatto gli approfondimenti del caso e abbiamo scoperto, con nostro grande sconcerto, un paradosso interpretativo della legge  109/2015 sulla perequazione delle pensioni, emanata dal Governo in applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n.70/2015, resa nota lo scorso aprile e della quale si è molto discusso. 

Con l'ordinanza n. 193/2015,su cui si attende la decisione della Consulta, il Tribunale del lavoro di Roma ha sollevato la questione di costituzionalità dell'articolo 5, comma 8, del Dl 95/2012 convertito dalla legge 135/2012 che, in piena spending review, ha vietato la monetizzazione delle ferie maturate e non godute dai dipendenti pubblici.

Tra i vari diritti riconosciuti al lavoratore dipendente figura la possibilità di usufruire dipermessi studio retribuiti, concessi per assentarsi dal lavoro per motivi legati all’istruzione. La normativa di riferimento è data dai contratti di lavoro e dall’art. 10 della legge 300/70 (Statuto dei Lavoratori). Sono considerati lavoratori studenti coloro che sono iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria e secondaria, di qualificazione professionale, statali o paritarie, legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali.

E' possibile che in caso di assenza per prestazioni specialistiche sia il dipendente a richiedere che la sua assenza sia giustificata come “assenza per malattia” semplicemente presentando l’attestazione della struttura medica che ha erogato la prestazione, senza che sia necessario l’invio telematico del certificato ad opera del medico curante? - E' quindi possibile che la malattia possa essere autocertificata dal dipendente? 

Tra blocchi del turnover e spending review, in sette anni la pubblica amministrazione ha perso il 5,1% del personale. Nel 2014 i dipendenti delle pubbliche amministrazioni erano 3,25 milioni (per l’esattezza 3.253.067), in aumento dello 0,4% rispetto all’anno precedente. Un incremento legato soltanto all’ingresso nel Conto annuale del pubblico impiego - curato dalla Ragioneria generale dello Stato e pubblicato oggi - di alcuni enti precedentemente esclusi, con i loro 34.300 dipendenti. Al netto di questi lavoratori, il conto si ferma a quasi 3,22 milioni, in calo di circa 14mila unità, senza dunque interrompere il trend di riduzione ormai costante dal 2008. Sempre escludendo gli enti censiti per la prima volta nel 2014, dal 2007 l’“emorragia” di dipendenti arriva a quota 210mila, il 6,1% in meno.

L'esigenza di riformare una  P.A. composta da “furbi”, quelli che hanno sfruttato i galleggiamenti stipendiali, il salario di produttività a pioggia, le carriere automatiche, l’impossibilità di licenziare, ecc., ecc. e dai “Fessi”, i tanti impiegati onesti che, nonostante tutto, hanno tenuto e tengono in piedi la baracca.

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