Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

Approfondimenti

RIORDINO SI’, RIORDINO NO. di Gianluca Taccalozzi.

Come noto l’art. 8 della legge delega Madia prevede, tra l’altro, la possibilità di riordinare le carriere del personale del comparto sicurezza ed un’analoga delega [1] è stata recentemente approvata anche per il personale delle Forze Armate.

Dietro questa delega, nascoste sotto i più spendibili termini “funzionalità”, “merito” e “professionalità”, vi sono motivazioni, del tutto legittime, ma quasi esclusivamente corporative...

Il lancio di una (nuova) grande riforma della pubblica amministrazione voluta dal Governo Renzi avrebbe meritato un dibattito a livello nazionale ricco e articolato, con i media a fare da traino. Dopo due anni, invece, ci troviamo a discutere fino alla nausea di rubagalline che timbrano e se ne vanno al bar, mentre la legittima indignazione popolare avverso le inefficienze della macchina pubblica viene dirottata sul dirigente pubblico, colpevole di tutti i mali e ridotto alla figura di casellante degli ingressi degli uffici. A dispetto di qualche voce, talvolta persino insospettabile che si leva a stigmatizzare la povertà del dibattito in essere, non una parola su aspetti che invece sarebbero centrali per rendere più efficiente l’amministrazione pubblica italiana.


Come è noto tra le norme del Milleproroghe che il Parlamento si accinge a votare, ce ne è una che impedirà  ai cittadini militari di poter esercitare un loro sacrosanto diritto: quello di scegliersi i loro delegati in seno ai Consigli di rappresentanza.
Eppure, la norma con la quale si intende prorogare il mandato dei delegati in carica, (per la terza volta), con la motivazione (sempre la stessa), ,  di portare a termine le riformeva ad incidere in un sistema elettivo in cui, gli unici protagonisti dovrebbero essere proprio gli elettori militari.

Ci risiamo. Ancora una volta le vittime da sangue infetto sono dovute emigrare alla Corte europea dei diritti dell’uomo per veder riconosciuti diritti costituzionalmente sanciti. Di questo si è occupato a lungo l’inca che ha promosso diverse cause legali. L'ultima sentenza della Cedu di gennaio 2016 ha condannato lo Stato italiano a risarcire 350 cittadini infettati da vari virus (Aids, epatite B e C) attraverso le trasfusioni di sangue che hanno effettuato durante un ciclo di cure o un'operazione.

L’altro ieri su tutte le tv, radio e giornali abbiamo assistito alla visita del segretario di Stato americano John Kerry a Roma, ufficialmente per promuovere maggiori sforzi alla coalizione nella lotta al terrorismo. Il Governo italiano nelle parole del Ministro Gentiloni ha affermato che“..l’Italia è pronta sulla Libia a fare la sua parte..». Come nelle migliori tradizioni, nella conferenza Stampa ci sono state due notizie, una buona e una cattiva. Quella buona è stata data la risposta ufficiale che la ditta italiana (Trevi SPA di Cesena) avrà l’appalto dei lavori di ristrutturazione della diga di Mosul (a 50 km dalla città),quella cattiva è che la sicurezza del cantiere toccherà alle truppe italiane.

Fa discutere da giorni la proposta emendativa con cui diversi parlamentari hanno richiesto di prorogare di un anno, ovvero fino al 30 maggio 2017, il mandato degli attuali componenti in carica del Consiglio Centrale Interforze della Rappresentanza Militare, nonché del consigli centrali, intermedi e di base delle Forze Armate, quindi anche dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza.

E’ motivo di confronto tra i delegati della stessa rappresentanza, tra il personale del comparto difesa, fa discutere ed intervenire gli osservatori abituali delle vicende dei militari e, tutto sommato l’argomento sembra anche coinvolgere od interessare in modo bipartisan qualche politico.

Il Tar del Lazio,  ha recentemente annullato la circolare n. 2/2014 della Funzione Pubblica nella parte in cui viene imposto ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche  di avvalersi obbligatoriamente dei permessi per documentati motivi personali, secondo la disciplina prevista dai CCNL, o di istituti contrattuali similari o alternativi (come i permessi brevi o la banca delle ore), per giustificare l’assenza dovuta all’effettuazione di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici secondo la suddetta nuova disciplina. 

di Fulvia Colombini, presidenza Inca 

 

Come ricorderanno i nostri lettori (LEGGI QUI) avevamo denunciato il fatto che l’Inps, nell’applicare la sentenza della Corte Costituzionale sul blocco delle rivalutazioni delle pensioni, aveva preso un “granchio” perché aveva trasformato in “indebito” la parziale rivalutazione spettante,  a seguito della normativa, con la quale è stata attuata la sentenza.

L’effetto paradossale dell’interpretazione dell’Inps è che con l’applicazione del “bonus Poletti”, stabilito dalla legge 109/2015,  i pensionati che hanno goduto nel 2012 e 2013 di un trattamento pensionistico pari esattamente a 3 volte il minimo,  dal 2014 passino ad un importo inferiore a 3 volte il minimo rivalutato, diventando di fatto percettori di somme “indebite”. In sostanza l’Inps stava chiedendo di restituire l’incremento parziale che era stato garantito come salvaguardia dalla legge Fornero e le restituzioni avrebbero dovuto cominciare a partire dal 1 marzo prossimo.

 di Fulvia Colombini, presidenza Inca

 Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi una serie di segnalazioni da parte di numerosi pensionati che si sono visti recapitare da parte dell'Inps degli "indebiti"; si chiamano così in linguaggio tecnico le somme che l'Istituto previdenziale pubblico chiede di restituire perché pagate in più rispetto al dovuto. Questi episodi possono capitare perché il pensionato, che ha diritto a una determinata erogazione economica legata al reddito, per esempio gli assegni al nucleo familiare, perde il diritto perché supera i limiti previsti. Pertanto, l'Inps chiede di restituire le somme pagate in più  per i mesi in cui il diritto era già cessato. Non è però questo il caso dei pensionati sopra menzionati.

Come Patronato, abbiamo fatto gli approfondimenti del caso e abbiamo scoperto, con nostro grande sconcerto, un paradosso interpretativo della legge  109/2015 sulla perequazione delle pensioni, emanata dal Governo in applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n.70/2015, resa nota lo scorso aprile e della quale si è molto discusso. 

Con l'ordinanza n. 193/2015,su cui si attende la decisione della Consulta, il Tribunale del lavoro di Roma ha sollevato la questione di costituzionalità dell'articolo 5, comma 8, del Dl 95/2012 convertito dalla legge 135/2012 che, in piena spending review, ha vietato la monetizzazione delle ferie maturate e non godute dai dipendenti pubblici.

Tra i vari diritti riconosciuti al lavoratore dipendente figura la possibilità di usufruire dipermessi studio retribuiti, concessi per assentarsi dal lavoro per motivi legati all’istruzione. La normativa di riferimento è data dai contratti di lavoro e dall’art. 10 della legge 300/70 (Statuto dei Lavoratori). Sono considerati lavoratori studenti coloro che sono iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria e secondaria, di qualificazione professionale, statali o paritarie, legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali.

E' possibile che in caso di assenza per prestazioni specialistiche sia il dipendente a richiedere che la sua assenza sia giustificata come “assenza per malattia” semplicemente presentando l’attestazione della struttura medica che ha erogato la prestazione, senza che sia necessario l’invio telematico del certificato ad opera del medico curante? - E' quindi possibile che la malattia possa essere autocertificata dal dipendente? 

Tra blocchi del turnover e spending review, in sette anni la pubblica amministrazione ha perso il 5,1% del personale. Nel 2014 i dipendenti delle pubbliche amministrazioni erano 3,25 milioni (per l’esattezza 3.253.067), in aumento dello 0,4% rispetto all’anno precedente. Un incremento legato soltanto all’ingresso nel Conto annuale del pubblico impiego - curato dalla Ragioneria generale dello Stato e pubblicato oggi - di alcuni enti precedentemente esclusi, con i loro 34.300 dipendenti. Al netto di questi lavoratori, il conto si ferma a quasi 3,22 milioni, in calo di circa 14mila unità, senza dunque interrompere il trend di riduzione ormai costante dal 2008. Sempre escludendo gli enti censiti per la prima volta nel 2014, dal 2007 l’“emorragia” di dipendenti arriva a quota 210mila, il 6,1% in meno.

L'esigenza di riformare una  P.A. composta da “furbi”, quelli che hanno sfruttato i galleggiamenti stipendiali, il salario di produttività a pioggia, le carriere automatiche, l’impossibilità di licenziare, ecc., ecc. e dai “Fessi”, i tanti impiegati onesti che, nonostante tutto, hanno tenuto e tengono in piedi la baracca.

 
Quest'anno il limite di reddito che il coniuge non deve superare è di poco superiore a 19.500 euro. Ma la riduzione non scatta in presenza di figli minori. 

Nuove restrizioni in arrivo per chi si accinge a prendere o a rinnovare lapatente di guida: un decreto datato 22 dicembre 2015, seguendo le linee guida europee, stabilisce che non sono autorizzati a guidare coloro che soffrono di disturbi del sonno dovuti alle apnee ostruttive notturne, così come chi è affetto da gravi malattie neurologiche.

Dopo i tragici fatti di Parigi investire sulla sicurezza è diventato popolare “et voilà!” dal cilindro della legge di stabilità è apparso un coniglio da un miliardo di euro e con esso il “bonus di 80 euro”. E’ sin troppo evidente che senza quegli attentati non ci sarebbe stato un centesimo per la sicurezza.

Ma diciamo le cose come stanno, il bonus è stata una mossa più “furba” che utile....

 La legge di stabilità ha riconosciuto 80 euro mensili per forze armate e forze di polizia a partire dal mese di gennaio 2016 nelle more dell’attuazione della delega sulla revisione dei ruoli delle forze di polizia. Contributo che è diretto a tutto il personale con trattamento retributivo non dirigenziale. I beneficiari sono gli appartenenti a Polizia di Stato; Carabinieri; Guardia di Finanza; Corpo Forestale; Polizia penitenziaria; Vigili del Fuoco; Aeronautica Militare; Esercito Italiano; Marina Militare; Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana; Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana; Corpo Militare dell'Esercito Italiano del Sovrano Militare Ordine di Malta; Capitanerie di Porto. Dirigenti a parte, spetterà a tutti, indipendente dal reddito ricevuto. La spesa per lo Stato è di poco superiore a 500 milioni di euro.

Dal 1° gennaio 2016, per effetto della Legge di Stabilità 2016, sarà istituito in via sperimentale un Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno, e la cui dotazione, sarà pari a 250 mila euro per il 2016, e a 500 mila euro per il 2017.

Pertanto, dal 1° gennaio il coniuge che si troverà in stato di bisogno e non avrà ricevuto l’assegno di mantenimento per inadempienza del coniuge, in altre parole, se l’ex coniuge non paga l’assegno di mantenimento, potrà richiedere al Tribunale competente in base alla residenza, di farsi anticipare anche tutta la somma dell’assegno medesimo direttamente dallo Stato.

Lo stop alla Tasi dal 2016 interesserà anche gli immobili dei militari, dei pensionati italiani residenti all'estero e quelli assegnati al coniuge in forza di una sentenza di separazione o di divorzio. E' questa una delle principali novità contenute nella legge di stabilit che estende anche ai fini Tasi le assimilazioni all'abitazione principale previste dalla legislazione vigente in materia di Imu. Esenzione per il personale delle FF.AA. e Ff.PP.

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