Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

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Le esigenze di servizio della Pubblica Amministrazione possono portare anche alrichiamo dalle ferie del dipendente e le giornate di malattia devono essere prese per intero, resta esclusa dunque la possibilità di prendere delle “ore di malattia” essendo tali unità di lavoro indivisibili.

Questo quanto precisa nel suo ultimo lavoro di riconduzione di normativa e giurisprudenza, relativamente ai contratti dei vari comparti del pubblico impiego l’ARAN, l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, che si occupa del pubblico impiego ed ha il compito di rappresentare il governo nella triangolazione con i sindacati.

L’Inps fornisce una interpretazione estensiva per il riconoscimento e il mantenimento del diritto alla pensione ai superstiti in favore dei figli studenti, anche durante il periodo di vacatio studii o di svolgimento di attività lavorativa.  Con il messaggio n. 2758 del 21 giugno scorso, l’Inps precisa che il figlio superstite o equiparato, in caso di morte del genitore nel periodo cosiddetto di vacatio studii, cioè quello compreso tra la fine del liceo e l’iscrizione all’università, nonché tra il completamento del corso di laurea triennale e l’iscrizione al corso di laurea specialistica, conserva lo status soggettivo di studente e il diritto a percepire la quota di pensione ai superstiti riconosciuta in suo favore, a condizione che l’iscrizione al corso di studi successivo avvenga senza soluzione di continuità, entro la prima scadenza utile prevista dal piano di studi di nuova iscrizione.

Pochi processi in tempo di pace, 58 magistrati, retribuzioni fino a 150 mila euro. Li chiamano 'Casta nella Casta': il caso dei tribunali per i reati delle forze armate.

Hanno una media di cinquant’anni, sono mal distribuiti e sfiduciati. Ma costano 7 miliardi in meno dell’anno scorso, 120 miliardi meno che in Francia e 75 miliardi meno che in UK. È la fotografia dei dipendenti pubblici italiani, messi a confronto con i colleghi francesi e britannici, scattata dalla ricerca di FORUM PA in occasione della ventisettesima edizione della Manifestazione.

Il datore di lavoro non può negare i  tre giorni di permesso mensili, previsti dalla legge 104/92, per assistere un familiare disabile, se questi coincidono con le ferie programmate o il fermo produttivo, ferma restando la possibilità dell’azienda di verificare l’effettiva indifferibilità dell’assistenza. E’ quanto ha risposto il Ministero del lavoro e delle Politiche sociali a un interpello avanzato dalla Cgil, chiarendo che in caso di necessità il lavoratore può sospendere le ferie per poi poterne usufruire in un altro momento.

Il decreto legislativo n. 80/2015, in vigore dal 25 giugno 2015, ha modificato alcuni articoli del Testo Unico per la tutela della maternità e paternità (D.lgs 151/2001).  In particolare, le novità riguardano i parti “fortemente” prematuri, il rinvio del congedo di maternità in caso di ricovero del neonato, la conservazione del diritto all’indennità di maternità anche in caso di licenziamento per colpa grave della lavoratrice dipendente e infine la sospensione del congedo di maternità nel caso di adozione e affidamento del minore.

L'istituto di previdenza dovrà effettuare due conteggi: il primo applicando il sistema contributivo dal 2012, il secondo applicando interamente il criterio retributivo, per poi pagare la pensione di importo più basso.

In questi anni, abbiamo assistito a vere e proprie crociate contro il lavoratore disabile o il familiare che provvede all'assistenza e alla cura, i quali non per scelta, ma per obbligo, considerata la latitanza dello Stato sul versante dei servizi, utilizzano i 3 giorni di permesso. C’è chi propone visite fiscali per verificare l’effettiva assistenza, chi vuole decurtare economicamente le giornate di permesso concesse, chi vorrebbe l'abrogazione della Legge in toto, chi considera un benefit "per i più fortunati",  che ha contribuito abbastanza all'affermazione  del poco felice detto: “la 104 non si nega a nessuno”, rivolto soprattutto ai dipendenti della pubblica amministrazione. 

Il Ministero della Difesa ha sottoscritto una convenzione con Banca Nazionale del Lavoro per l’erogazione del TFS a tasso agevolato a chi ha maturato il diritto alla pensione ma è ancora in servizio. Analoga convenzione è stata siglata con l’Associazione Nazionale Magistrati. Si tratta fondamentalmente di un paradosso generato negli ultimi anni dai continui ritocchi al TFS che hanno previsto la posticipazione della corresponsione dell’indennità di buonuscita differendola anche di svariati mesi dalla data del congedo. Con tale convenzione, in “soldoni”, viene anticipato (ovviamente con i dovuti interessi) quanto, di fatto, spetterebbe di diritto al militare o poliziotto collocato in congedo.

Sono le norme forse meno commentate e conosciute della legge di Stabilità. Ma meritano di essere valorizzate per il particolare taglio sociale. Si tratta del comma 94 della manovra finanziaria che introduce diverse misure per incentivare il welfare aziendale con l’idea che prestazioni e servizi erogati dalle aziende possano trovare applicazione anche nelle piccole e medie imprese. E perché no, anche nel pubblico impiego.

Giornalmente giungono all'Associazione richieste di notizie, relative ai vari ricorsi presentati negli anni, compreso l'ultimo in ordine di tempo relativo alla applicazione integrale della sentenza 70/2015, emessa dalla Corte Costituzionale, attinente il blocco della perequazione automatica delle pensioni. Si riteniene opportuno, quindi, fare il punto della situazione su tutto il contenzioso in atto, specificando modalità, tempi e prospettive.

I Consulenti del Lavoro rendono noto che la legge n. 92/2012 aveva previsto, in via sperimentale per gli anni 2013-2014-2015, l’istituzione di un beneficio in favore dei padri lavoratori dipendenti a seguito della nascita del figlio, consistente nello specifico di un giorno di congedo obbligatorio e due giorni di congedo facoltativo.

La Legge di stabilità 2016, sempre in forma sperimentale, proroga il diritto al sostegno della genitorialità per tutto l’anno in corso prevedendo l’aumento da un giorno a due per il congedo obbligatorio e lasciando inalterati i due giorni di congedo facoltativo.

Tutto il personale in servizio attivo potrà dimostrare l’idoneità psicofisica mediante un attestato di servizio rilasciato dall’Amministrazione di appartenenza, senza oneri per gli interessati che, in questo modo, non sono più tenuti al pagamento della certificazione medica.

 

 

Tra questi....le perdite sul campo di battaglia e quelle derivanti dall'esposizione all’uranio impoverito che è stato utilizzato in Libia nel 2011, e che verrà ampiamente utilizzato durante tutta la prima fase dell’operazione attraverso i bombardamenti aerei e navali.

 

 
Fighting-PTSD-2015di Rachele Magro*

Nel 2015 l’Amministrazione Difesa ha costituito un Comitato tecnico scientifico (Board) per lo studio dei disturbi mentali nel personale militare che rappresenta il primo organismo interforze di osservazione, monitoraggio e gestione dei disturbi mentali e che dovrebbe favorire, tra l’altro, la valutazione dei processi di reale incidenza dei Disturbi Post Traumatici da Stress (DPTS) nei militari. Ad oggi non sono stati pubblicati in merito dati epidemiologici in Italia, ma solo delle linee guida, ispirate al DSM V per i clinici e i medici direttori del servizio sanitario, i cosiddetti DSS, che dovrebbero essere, elemento di rilevazione sul territorio di tale incidenza.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una interessante analisi di  Vincenzo Vacca, Segretario Nazionale Ficiesse.

""La necessità di coniugare un necessario sistema di polizia preventiva e repressiva con il mantenimento delle garanzie costituzionali previste sia nel nostro ordinamento nazionale che in quello europeo.

Da questo punto di vista, l’Europa deve dotarsi, senza indugiare in ulteriori colpevoli ritardi, di una Procura Federale per i reati di terrorismo, operativa in tempi brevissimi, e di una Polizia Federale che dipenda funzionalmente dalla menzionata Procura.

Dobbiamo essere sempre più consapevoli che o ci salviamo insieme o andiamo a picco tutti.

A livello nazionale è indispensabile investire nella sicurezza, nella cura delle nostre periferie, nei sobborghi urbani e nella creazione di scuole e spazi di formazione umana e democratica a tutti i livelli..."

E’ ben noto che chiunque si accinga ad un intervento urgente con legge ordinaria sulla giurisdizione dei tribunali militari va incontro a specifiche difficoltà derivanti da istanze contrapposte: da un lato l’insignificante carico di lavoro dovuto a motivi non contingenti e transeunti, quasi segno dell’esaurimento della funzione nell’ordinamento della Repubblica, richiederebbe la pura e semplice soppressione dell’intera organizzazione; dall’altro però il dettato costituzionale, come comunemente inteso anche in sentenze della Corte costituzionale, appare di ostacolo ad operazioni di questo tipo, e legittimare quindi soltanto riordinamenti riduttivi anche al massimo, che però mantengano in qualche modo in vita la speciale giurisdizione per i reati militari commessi dagli appartenenti alle Forze Armate.


L'associazione AFeVA Sardegna  ricorda agli eredi delle Vittime dell'Amianto decedute nel corso dell’anno 2015 a causa di un mesotelioma non professionale, che hanno tempo sino al 30 marzo 2016 per presentare alla sede INAIL di residenza la domanda per il riconoscimento della prestazione una tantum a prescindere dal fatto che il relativo diritto sia stato esercitato in vita dalla Vittima.

decreto attuativo sul Canone RAI in bolletta elettrica è finalmente pronto. Il Ministero dell’Economia e Sviluppo Economico e dell’Economia lo hanno inviato peri consueti pareri all’Autorità per l’Energia e al Consiglio di Stato. Nel provvedimento si fa luce sui dubbi più consistenti espressi sulla riforma dell’imposta televisiva, ossia le garanzie per i rimborsi ai cittadini e i contributi alle società elettriche (28 mln di euro in due anni). Indicate anche scadenze e modalità per richiedere l’esenzione dall’addebito in bolletta per mancato possesso dell’apparecchio televisivo, tramite invio di apposita autocertificazione

Le ore dedicate alla formazione sono a tutti gli effetti orario lavorativo, quindi devono essere retribuite.

A dirlo una risposta dell'ARAN relativamente ai contratti colletitivi nazionali del pubblico impiego.

Infatti, nei contratti viene previsto che almeno l'1% dell'orario debba essere destinato alla formazine, cui si aggiunge la possibilità di avere permessi.

Secondo l'ARAN, "le ore effettive di partecipazione alle attività formative devono essere considerate come servizio prestato a tutti gli effetti e, quindi, anche come orario di lavoro, ai fini del completamento del debito orario delle 36 ore settimanali".
Quindi "per la parte eccedente l’orario d’obbligo giornaliero, devono essere considerate lavoro straordinario".

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