Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

 

Difesa

Si è tenuta il 2 aprile u.s. la riunione tecnica tra le Confederazioni Sindacali  e la Funzione Pubblica (FP)  per l’esame dello schema di DPCM e delle c.d. “tabelle di equiparazione” “di corrispondenza”  tra i livelli economici di inquadramento, che serviranno a regolare i transiti tra i diversi comparti della P.A. partendo dal livello d’inquadramento nella Amministrazione cedente e individuando il corrispondente livello di inquadramento nell’Amministrazione ricevente. 

 Il  Capo di Gabinetto B. Polverari, che ha presieduto la riunione,  ha chiesto alle OO.SS. di formulare le proprie osservazioni entro il 9 aprile p.v. e comunque prima della riunione della Conferenza Stato-Regioni che si dovrebbe tenere il 15 p.v. ai fini della formulazione del parere.

È tutto pronto per la presentazione il 21 aprile del Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa al Consiglio Supremo di Difesa. Sarà il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, a illustrare il testo al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e agli altri membri del Consiglio. Nel frattempo, gli Stati maggiori di Esercito (Sme), Marina (Smm), Aeronautica (Sma) e Difesa (Smd) stanno lavorando per recepire e mettere in pratica le indicazioni contenute nel testo. Obiettivo del “Libro Bianco” è identificare gli obiettivi che il Paese intende perseguire, le modalità e gli strumenti da utilizzare per la protezione e la tutela dei suoi cittadini, del territorio, degli interessi vitali e strategici e dei valori nazionali. Di fatto, definirà la strategia di evoluzione dello Strumento militare italiano nei prossimi quindici anni, attraverso un’analisi dello scenario internazionale, dei rischi, delle esigenze di sicurezza e degli interessi del Paese. In dettaglio, metterà in luce gli obiettivi che lo Strumento militare dovrà conseguire, i lineamenti strutturali ed organizzativi che dovrà assumere al fine di rendere efficace ed efficiente il quadro strategico nei confronti delle potenziali minacce che, oggi o in prospettiva, incombono sull’Italia e sull’Europa.(Il Velino)

Il  Ministro della Difesa Pinotti e il Capo di SMD ncontreranno  oggi il Cocer Interforze; all’ordine del giorno la questione dei fucilieri di Marina trattenuti in India. Ma si parlerà anche di  Asili nido. Su quest’ultimo argomento probabilmente la Difesa vorrà comunicare  ai delegati quanto previsto dal DDL MADIA  attualmente all’esame del Senato. L’art. 11 del provvedimento legislativo (Atto Senato n. 1577 - <<Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche>>.) prevede norme per la “Promozione della conciliazione dei tempi di vita e lavoro nelle amministrazioni pubbliche”.

In particolare il testo prevede alcune  modifiche all'articolo 596 del codice dell’ordinamento militare, (decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66). In pratica viene rifinanziato il fondo per gli asili nido presenti negli enti e reparti del Ministero della difesa.

 - I militari italiani non potranno più difendere navi private che navigano nei mari a rischio di pirateria. Lo prevede un emendamento al dl terrorismo approvato in commissione e ora all'esame dell'Aula della Camera.

BRUXELLES – Bene che vada, l’Europa tornerà ad armarsi. Il tema è quello dell’esercito europeo.Esercito che, come più o meno tutte le cose ‘europee’, di davvero europeo ha in realtà ben poco. Ci sono infatti gli eserciti di Gran Bretagna, Francia ed Italia (e pochi altri a dire il vero) ma, in questo caso, non basta la somma a fare l’unione. I vari eserciti dei paesi dell’Ue hanno comandi diversi, armi diverse, tecnologie diverse. Tutto evidentemente diverso e per niente integrato tranne, forse, lo stato poco invidiabile degli armamenti. Va così da almeno 25 anni, e cioè dalla caduta del muro di Berlino e dalla pressoché contemporanea frenata negli investimenti militari dei governi. Non necessariamente un male, se vivessimo in un mondo ideale. Ma l’esuberanze putiniane ad est e lo spettro dell’Isis a portata di gommone sono ottimi argomenti per chiedersi se vada davvero bene così.

FABIO Mini è entusiasta e allo stesso tempo scettico: l'idea di Forze armate europee gli piace da sempre, anzi, la ritiene un sogno. Purché però non siano un doppione dell'esistente.

Generale, che dice della proposta di un esercito europeo? Potrebbe essere la volta buona, per un progetto ventilato da anni?
"Sarebbe un sogno. È sempre stata una mia fissazione: abbiamo bisogno di razionalizzare le Forze armate di tutti i paesi europei, in tempo di crisi le nazioni singole non ce la fanno più".

L'idea la entusiasma senza riserve?
"C'è una condizione essenziale: che lo strumento militare sia uno. Insomma, non dev'essere un'occasione di raddoppiare le strutture. Servono Forze europee, ma non a fianco di quelle Nato, di quelle nazionali, di quelle subnazionali come le riserve, eccetera".

La carta intestata recita “Il Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa”, la data suona solenne, “Palazzo Caprara, 2 marzo 2015”. Datare da un palazzo fa sempre più impressione di un’anonima “Roma”. Chiunque può scrivere da Roma. Scrivere da un palazzo è privilegio dei re. Per cui uno resta un tantino sorpreso a scoprire che non di una missiva regale si tratta ma di una plebea lettera aperta, non propriamente un sistema di comunicazione ortodosso all’interno di un organismo militare. Ci sono gli ordini del giorno, le circolari, oppure le riunioni riservate se c’è da veicolare qualche messaggio importante. Una lettera aperta la scrivono gli ambientalisti per salvare gli ultimi esemplari di tigre bianca, la scrivono i precari della scuola che da trent’anni aspettano un posto, la scrivono gli operai che rischiano di un fabbrica delocalizzata in Bulgaria. Insomma, è l’ultima risorsa dei disperati.

La decisione era nell’aria da tempo e dopo il via libera agli armatori ad imbarcare guardie armate private il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha annunciato ieri in Parlamento lo stop all’impiego dei militari (Fucilieri di Marina)a bordo dei mercantili che incrociano nelle rotte a rischio pirateria.
Lo stop, ha riferito Pinotti, è stato deciso “considerata la diminuzione degli attacchi dei pirati negli ultimi mesi, nonché l’ormai avvenuto
perfezionamento delle procedure che consentono di ricorrere alla difesa dei mercantili con squadre fornite da compagnie private di sicurezza.

L'aumento delle spese militari della Germania e la proposta di Jean-Claude Juncker di istituire un esercito dell'Unione europea  si iscrivono in uno scenario mondiale che, al di là dei focolai Isis e Ucraina, è caratterizzato da due tendenze fondamentali: una riduzione progressiva delle spese militari degli Stati Uniti, a cui corrisponde una maggiore spesa per gli armamenti nelle altre aree del mondo, in primo luogo in Cina, Russia e India. La corsa al riarmo vede protagonista anche l'Europa, dove i paesi Nato con un budget militare inferiore al 2% del pil (tra questi, Germania e Italia) si sono impegnati a raggiungere in modo graduale tale quota. Nel complesso, uno scenario dove le spese militari di molti Paesi, nonostante il rallentamento globale dell'economia,stanno aumentando più del pil, arricchendo in tal modo le entrate valutarie dei primi tre grandi produttori mondiali di armi: Usa, Russia e Germania.

Possono partecipare al concorso i cittadini italiani che abbiano conseguito o sono in grado di conseguire al termine dell’anno scolastico 2014 – 2015 un diploma di istruzione secondaria di secondo grado di durata quinquennale e che abbiano compiuto il 17° anno di età e non abbiano superato il giorno di compimento del 26° anno di età.

Si chiama Samantha Power, e di mestiere fa l’Ambasciatrice degli USA presso le Nazioni Unite, dunque nominata dal presidente Obama, insignito del premio Nobel per la pace. La signora Power oggi l’ha sparata davvero grossa. In sostanza, ha detto ai paesi europei che il programma di tagli al budget della difesa è “preoccupante”, e dunque, ha intimato: “bisogna spendere di più”. Perché? Perchè, come dice la signora Power, sono aumentate le minacce. L’ambasciatrice è volata a Bruxelles per convincere gli alleati europei e i leader dei paesi della Nato a contribuire alla spesa per la difesa con un finanziamento pari al 2% del PIL, che per l’Italia, ad esempio, ammonterebbe a circa 32 miliardi di Euro. L’ambasciatrice ha avvertito gli alleati: “il numero delle missioni nelle diverse parti del mondo, che richiedono attrezzature militari avanzate, è aumentato, non si è ridotto”. Perciò, cari europei, nonostante la crisi, nonostante l’austerità, nonostante la crisi umanitaria, mettete mano al portafoglio e pagate per le missioni militari della Nato.

Il taglio del 10% delle spese militari a cui Downing Street lavora porterebbe a 50mila il numero dei soldati britannici: il più basso in 250 anni. Il taglio determinerebbe il congedo di 42mila militari, con numeri pari a quelli degli uomini in armi in Inghilterra nel 1770. Il ministro della Difesa non conferma né smentisce la presenza dei tagli alla Difesa, limitandosi a dire che il governo "proteggerà l'integrità e l'efficacia delle sue forze armate".
   

La commissione Difesa della Camera dei deputati ha approvato all'unanimità in sede legislativa il progetto di legge che disciplina i nuovi limiti all'assunzione di incarichi presso imprese operanti nel settore della difesa da parte di ufficiali delle Forze armate che cessano dal servizio e di dirigenti civili del Ministero della difesa. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato, per il varo definitivo.

  Le nomine decise relative alle ‘’cadreghe’’ militari al Colle confermano le indiscrezioni apparse  di recente sul Velino  sia per quanto riguarda l’atipica riorganizzazione dei Servizi militari, sia per i beneficiari di tali prestigiosi posti. A qualcuno può sembrare un eccesso di discrezionalità l’assegnazione di  tali incarichi  sempre ai ‘’soliti noti’’; ad altri che i vincitori della ‘’bambolina’’ si sono prodigati in ogni modo per presentare cose ineludibili e la loro indispensabilità; a molti la notizia ha fatto torcere le budella perché  è incomprensibile come il Generale Mosca Moschini , unico e trino, continui a cadere in piedi, sempre. Altri,  più disamorati e che conoscono bene le dinamiche dei Palazzi e del Colle, pur considerando un assurdo tale nomina, l’avevano pronosticata a tempo debito pur con qualche ragionevole riserva morale. Moltissimi che portano da anni le stellette, e fanno onestamente la loro professione avulsi da cordate, e dai salotti buoni, sono rimasti profondamente delusi, pur nel rispetto delle decisioni del Presidente.

Il 2 marzo con le stesse modalità di invio dei cedolini degli stipendi perviene al personale militare, dalle Direzioni di Commissariato sulle mail istituzionali e non, una lettera senza firma, ma che al contempo esordisce con  “Caro collega”... in cui vengono illustrati e pubblicizzati i modi di entrare nel sistema informatico del benessere “Marina-Società privata Eudaimon”. ..L'’Amministrazione della Marina paga diverse decine di migliaia (se non centinaia) di euro di soldi pubblici per un lavoro che commercialmente porterà alla società la possibilità di avere 40.000 mail istituzionale per farsi pubblicità. A ciò si aggiunge il naturale rischio di mettere a conoscenza, di ditte estranee alla Difesa, dei dati sensibili di militati italiani...

Sono trascorsi circa venti giorni dai fatti accaduti nel Canale di Sicilia con le minacce da parte di scafisti armati nei confronti dei nostri “Guardia Coste”. Le rappresentanze a livello nazionale della Guardia Costiera, stanche delle continue difficoltà per il personale a essere tutelato sotto l’aspetto fisico e giuridico, hanno chiesto lo status di forza di polizia. Nonostante ciò tutto il personale rappresentato è unito nella lodevole attività di soccorso di naufraghi e migranti. Gli equipaggi della Marina lo scorso 2014 hanno  svolto l’encomiabile attività di “Mare Nostrum”.  Tale operazione, a dire dei vertici della Marina, ha fermato anche le attività di addestramento che sono riprese pochi giorni fa con l’esercitazione “Mare Aperto”. Oggi i fatti sono che la Guardia Costiera, in concorso con la Marina Mercantile e le Unità Navali dell’operazione “Triton” e senza il dispositivo della “Mare Nostrum”, ha già salvato oltre il 40% in più di naufraghi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ciò dimostra la grande professionalità del personale che inoltre svolge gli importanti compiti di amministrazione dei porti e polizia a 360° in forza di legge speciali.

Nonostante ciò

Le spese militari dell’Italia sono troppo alte? Il tema torna di attualità dopo che la legge di stabilità 2015 ipotizza proprio per il ministero della difesa i maggiori tagli, almeno rispetto al proprio budget.

La cosa più semplice è guardare i numeri. Secondo i dati delloStockholm International Peace Research Institute (SIPRI), istituto di ricerca indipendente, nel 2013 questo capitolo è costato 24,6 miliardi di euro. Tanto o poco? Proviamo a fare un confronto.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha nominato consigliere del presidente per gli affari del Consiglio supremo di difesa, permanendo nell'incarico di segretario del Consiglio supremo di difesa, il generale Rolando Mosca Moschini. Il presidente Mattarella ha, altresì, nominato consigliere del presidente per gli affari militari e direttore dell'Ufficio per gli affari militari e Segreteria del Consiglio supremo di difesa, il generale di Squadra Aerea Roberto Corsini.

"Naturalmente, e lo capisco, i budget e le spese per la difesa sono diminuite dopo la guerra fredda - ha detto il segretario generale -. Le tensioni sono calate, sono stati distribuiti i dividendi della pace a beneficio di tutti, e le spese per la difesa hanno continuato a scendere.  Ora ci sono nuove sfide, ad est con la Russia e l'Ucraina, a sud con l'Isis. Abbiamo deciso di porre un termine alle riduzioni e di aumentare le spese".    

Così il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in visita a Roma, durante ala conferenza stampa congiunta col premier Matteo Renzi.

“In questo contesto – ha aggiunto Stoltenberg-  le positive riforme economiche in corso in Italia sono rilevanti anche per la Nato dato che per la prima volta dopo anni la crescita economica è tornata. E' importante per l'Alleanza perché permetterà all'Italia di aumentare le spese per la difesa".

È in pieno svolgimento la competizione per il posto di consigliere militare del presidente della Repubblica. Al momento l’Aeronautica militare è in pole position con il generale di squadra aerea, Roberto Corsini. L’alto ufficiale attualmente è a capo della direzione per l’Impiego del personale militare della forza armata. Dietro di lui il generale di corpo d’armata dei Carabinieri Leonardo Gallitelli, già comandante generale dell’Arma. Inoltre, secondo quanto apprende IL VELINO, al Quirinale potrebbe rimanere anche il generale di corpo d’armata Rolando Mosca Moschini, attuale consigliere per gli Affari militari del presidente della Repubblica, ma con un altro incarico: quello di segretario del Consiglio supremo di Difesa. 

L'allarme per la situazione in Libia conferma che l'impegno delle forze armate sarà sempre più concentrato in direzione del Mediterraneo, con una crescente militarizzazione della Sicilia, a iniziare dal contestatissimo progetto Muos. La fine della Guerra Fredda, soprattutto in regioni come il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, lascia però al Paese un'eredità fatta di migliaia di edifici da riconvertire all'uso civile. Un patrimonio inestimabile che non sempre viene valorizzato come meriterebbe 

Il generale Danilo Errico è il nuovo capo di stato maggiore dell’Esercito. Lo ha nominato venerdì 20 febbraio il Consiglio dei Ministri su proposta del ministro della Difesa, Roberta Pinotti. Errico subentrerà a partire dal prossimo 27 febbraio al generale Claudio Graziano, nominato capo di stato maggiore della Difesa in sostituzione dell’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, giunto a fine mandato.

Nonostante dubbi e contrarietà, le agenzie di stampa internazionali danno notizia dell’acquisto, da parte dell’Italia, di 90 caccia bombardieri dalla Lockheed Martin. Il programma è sospeso e non annullato, afferma il ministro della difesa Roberta Pinotti. Per quale strategia?

Le “gaffe” dei ministri Gentiloni e Pinotti sul supposto e poi smentito intervento militare in Libia hanno riportato l’attenzione sulle reali capacità dell’Italia di combattere una guerra. Una “vera” guerra, di quelle non mascherabili come “missioni di pace”. Quando Renzi ha dichiarato che “non è il momento per un intervento militare”, smentendo così le affermazioni bellicose di Paolo Gentiloni (“l’Italia è pronta a combattere”) e di Roberta Pinotti che aveva ipotizzato l’invio in Libia di 5 mila militari, da più parti anche presso i nostri partner e alleati, hanno ripreso vigore osservazioni e battute umoristiche sull’incapacità dell’Italia di combattere.

Entro due giorni il Consiglio dei ministri dovrà decidere sulla successione del generale Claudio Graziano passato allo Stato Maggiore della Difesa. Tra i generali di corpo d'armata all'esame del ministro Pinotti i curricula di un alpino e di un bersagliere. Chi sono e quali problemi dovranno affrontare

 

 

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