Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

La bozza della Manovra 2021 approvata dal Governo differisce ulteriormente la rivalutazione delle pensioni.

Infatti, la rivalutazione delle pensioni, che doveva essere operativa a partire dal primo gennaio 2022, dovrebbe tornare a pieno regime a partire dal 1° gennaio 2023.

È quanto previsto dalla bozza della nuova Legge di Bilancio, che all’articolo 1, comma 477, della Legge 27 dicembre 2019 n. 160 le parole “dal 1° gennaio 2022′ sono sostituite con ‘dal 1° gennaio 2023”

Rivalutazione Pensioni: che cos’è e come funziona?

La Rivalutazione Pensioni è un meccanismo attraverso il quale l’importo della pensione viene adeguato annualmente all’aumento del costo della vita, moltiplicandolo per il tasso di inflazione rilevato dall’ISTAT.

Non tutte le pensioni vengono rivalutate allo stesso modo: la perequazione è al 100% del tasso solo quando ha un importo inferiore a tre volte il trattamento minimo.

Per gli assegni di importo più elevato la rivalutazione viene progressivamente ridotta. Dall’ultima Legge di Bilancio nel comma 260 dell’articolo 1 è valido il meccanismo della rivalutazione delle pensioni.

La perequazione è piena solo per gli assegni con importo non superiore a tre volte il trattamento minimo.

Il meccanismo di rivalutazione Istat delle pensioni prende in considerazione il Foi, l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati rilevato provvisoriamente a dicembre, considerando i primi nove mesi dell’anno per poi fare un conguaglio nel primo trimestre dell’anno.

Rivalutazione Pensioni d’oro: confermato il blocco

Per le c.d. pensioni d’oro è stato confermato il blocco della perequazione ed il contributo di solidarietà per la durata di tre anni.

In relazione alle misure di contenimento della spesa previdenziale disposte dalla Legge di Bilancio 2019 a carico delle pensioni d’oro, la Corte costituzionale ha ritenuto legittimo il “raffreddamento della perequazione”.

Argomento: 
Attualità e Politica