Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

 

 Non ci sono i soldi per rinnovare i contratti, queste le lapidarie parole rivolte ai sindacati dal Ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia,

Durante l’incontro a Palazzo Chigi sulla riforma del pubblico impiego. “Un primo impegno che assume il governo”, ha detto Madia, è che “nessuno perderà il posto per effetto della riorganizzazione della PA. Nessuno andrà a casa“, ha assicurato. Tuttavia, “nel 2015 non sono previste in bilancio risorse per i rinnovi contrattuali“, ha aggiunto il ministro, pur precisando che la riapertura del contratto dei lavoratori pubblici è prevista nell’agenda di governo. I soldi però ora non ci sono e Madia ha tentato di convincere i sindacati ad avere ancora pazienza.

 Del resto, in altri Paesi europei la crisi economica ha costretto al taglio dei dipendenti pubblici, basti pensare ai massicci licenziamenti in Grecia imposti dalla troika. Forse è proprio questo a cui il ministro della Pubblica Amministrazione ha voluto alludere, quando ha promesso che “nessuno perderà il posto”.

Il contratto degli statali non viene rinnovato da circa sei anni, circostanza che nei fatti ha portato ad un taglio dello stipendio per i lavoratori. Madia ha riconosciuto: “Anche noi sappiamo che è un problema il contratto bloccato da sei anni, ma abbiamo scelto di concentrare le risorse su chi stava peggio – ha spiegato -. Il bonus da 80 euro andrà a un lavoratore pubblico su quattro, circa 800mila dipendenti pubblici”, ha sottolineato il ministro. Una risposta che però i sindacati non hanno ritenuto sufficiente. La segretaria della Cgil Susanna Camusso ha commentato l’incontro a Palazzo Chigi affermando che sulla riforma della PA c’è “qualche auspicio sul futuro”, ma “nessuna risposta” e soprattutto dal governo non c’è “nessuna apertura sull’occupazione e sul tema del rinnovo dei contratti”. Alla Camusso ha fatto eco Carmelo Barbagallo, prossimo segretario della Uil, che ha partecipato all’incontro al posto del dimissionario Luigi Angeletti: dal governo “una chiusura sul merito”, ha confermato Barbagallo.

L’unica novità, al momento è l’impegno del governo di “assumere i vincitori per concorso e i precari nella scuola”, stabilizzando molti insegnanti che al momento si trovano in una situazione di grande incertezza. A questo scopo, l’esecutivo ha stanziato un milione di euro. Una scelta obbligata, dato che sul governo pende una sentenza della Corte europea di Strasburgo si precari della scuola.

Il ministro Madia ha quindi ricordato la necessità che la riforma della Pubblica Amministrazione fornisca “ai cittadini servizi efficienti in modo più semplice”. Si tratta di una priorità, “il cuore della riforma”, ha sottolineato il ministro, “insieme alla lotta alla corruzione, che sottrae risorse all’economia sana”. Al fine di rafforzare la democrazia, con la partecipazione dei cittadini ai procedimenti e provvedimenti della PA, il governo, come già più volte annunciato, punta sullo sviluppo delle “tecnologie digitali” nella Pubblica Amministrazione e anche alla “semplificazione dei procedimenti amministrativi, con le norme sul silenzio assenso, la conferenza dei servizi, l’autotutela e la riforma della dirigenza pubblica”, ha aggiunto Madia.

I sindacati, comunque, sono rimasti insoddisfatti dall’incontro a Palazzo Chigi. Mentre Susanna Camusso, ha confermato lo sciopero generale della Cgil per il 5 dicembre, tornando ad auspicare l’adesione anche delle altre sigle sindacali, la segretaria della Cisl Anna Maria Furlan ha parlato di incontro deludente: “Al di là del bel modo con cui vengono detti i ‘no’ non abbiamo alcuna novità positiva”, ha affermato. Camusso ha inoltre sottolineato che il governo non ha dato “rassicurazioni su quella che si profila come una nuova emergenza occupazionale per i lavoratori delle Province”.

La presidenza del Consiglio, dal canto suo, ha inviato una nota in cui il governo auspica che “non venga sprecata” l’occasione del confronto con i sindacati sul tema del pubblico impiego, così come “si augura” che il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici “avvenga nel più breve tempo possibile”, intravedendo già nel 2015 la ripresa economica. Un’aspettativa decisamente ottimistica, se si considerano le recenti previsioni economiche di Istat, Commissione europea, Ocse, Banca centrale europea e da ultimo le parole non certo rassicuranti pronunciate ieri dal presidente della Bce Draghi al Parlamento europeo.

Intervenendo ieri sera al Tg3 Linea Notte, il ministro Madia ha confermato di aver invitato i sindacati, in vista di una ripresa economica, ad “iniziare subito a discutere le regole del gioco, così da arrivare pronti”, nel momento in cui si presenteranno le possibilità, a discutere il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici “anche nella parte economica”. Il ministro ha ribadito l’auspicio che i sindacati “non sprechino le occasioni di confronto”, anche sul discusso tema della “mobilità”, infine ha assicurato che i contratti a tempo determinato del pubblico impiego saranno prorogati “fino al 2018.

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