Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

 

"La tutela delle vittime dell’uranio impoverito è da sempre una delle nostre priorità. E la legge annunciata  dal ministro della Salute Grillo, che aveva già fatto parte della commissione d’inchiesta parlamentare sull’uranio impoverito nella scorsa legislatura, e da quello della Difesa Trenta confermano quanta attenzione ci sia da parte dei due ministeri per aggiornare i dati a nostra disposizione sulla salute del personale civile e militare che è stato impegnato in passato in missioni nei Balcani”. Così in una nota i deputati del MoVimento 5 Stelle nelle commissioni Affari Sociali e Difesa alla Camera. 
  
“La relazione tecnica che i ministeri hanno presentato nelle scorse settimane al Parlamento era attesa da molti anni e si riferisce a un periodo compreso tra il 2007 e il 2017. La settimana prossima questa relazione verrà analizzata nelle commissioni Difesa e Affari Sociali alla Camera per approfondire tutti i dettagli del testo. È fondamentale quindi partire da lì per intraprendere nuovi studi e avere maggiori informazioni scientifiche sul tema. La legge avrà anche l’obiettivo di sgravare le vittime dell’uranio impoverito dall’onere della prova e dalle lungaggini burocratiche che spesso hanno dovuto subire per far valere i loro diritti”, continuano i deputati. 

“Molto positivo in questo senso è anche il tavolo tecnico che il ministro della Difesa Trenta ha istituito già all’interno del ministero e che permette di sfruttare l’aiuto e le competenze degli esperti che ne fanno parte per approfondire il fenomeno degli ammalati a causa dell’uranio impoverito. Inoltre, nel 2020 avremo anche la conclusione dello studio dell’Istituto superiore di Sanità che aggiornerà i dati sulla mortalità e sull’ospedalizzazione per tumore. Sono tutti importanti passi che dimostrano la ferma volontà di fare luce su una vicenda poco chiara, al di là delle strumentalizzazioni, e nell’interesse di chi ha lavorato nei Balcani al servizio dello Stato”, concludono i deputati.

Argomento: 
Parlamento