Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

 

Tutto pronto per il raddoppio della Reggia di Caserta 2.0. La mattina di sabato 16 gennaio – si legge in una nota del Ministero beni Culturali e Turismo – gli ambienti della Reggia di Caserta utilizzati dalla Scuola specialisti dell’Aeronautica militare e dalla Scuola nazionale dell’amministrazione della Presidenza del Consiglio verranno assegnati, come previsto dal Progetto di riassegnazione degli spazi dell’intero complesso della Reggia del dicembre 2014, alla Direzione del Palazzo vanvitelliano. Dopo i lavori di adeguamento questi spazi saranno dedicati alla loro naturale destinazione museale e espositiva. Alla cerimonia interverranno il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini e il Direttore della Reggia, Mauro Felicori. E così la Reggia di Caserta, ovvero la Versailles italiana che fa il paio con le Regge borboniche di Capodimonte e Portici, con il Palazzo reale di Napoli, il sito di Quisisana e con la Reale tenuta di Carditello costituirà un network turistico-culturale campano al pari del celebrato circuito delle residenze sabaude in Piemonte, a partire da Venaria. Un evento straordinario che lascia però qualche domanda che in questo caso dovrebbe essere posta al ministro Pinotti e all’Agenzia del  Demanio. Ovvero: quando la Difesa libererà anche la Reale fabbrica d’armi di Torre Annunziata? Sotto il sito militare, realizzato appunto in epoca borbonica, nel corso del Settecento, si trova buona parte di quell’insediamento romano – di eccezionale valore – meglio noto come Villa di Poppea-Oplonti. Da tempo c’è un tavolo di confronto tra Difesa, Demanio e Comune di Torre Annunziata. Auspicabile che dopo Caserta, Difesa e Demanio prendano una decisione definitiva e rapida anche sulla  Reale fabbrica d’armi oggi gestita dall’Esercito che tra l’altro custodisce un museo d’armi di straordinario valore oltre a una biblioteca tecnica rinomata tra gli specialisti; si ricorda che la Reale Fabbrica d’armi, meglio conosciuta anche come Spolettificio Esercito, rientra nell’ambito dei piani di sviluppo del Grande Progetto Pompei-Buffer zone. Inoltre, Torre Annunziata-Oplonti è sito Unesco e una decisione efficace per la promozione della cultura e del turismo in loco avrebbe valore mondiale.

Fonte: Vincenzo Chierchia, Il Sole 24 Ore, 12 gennaio 2016.

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