Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

l nostro paese può permettersi di acquistare oltre un centinaio di aerei cacciabombardieri F35, spendendo nei prossimi anni circa 14 miliardi di euro che potrebbero essere, più utilmente, investiti nel comparto sicurezza, nell'assunzione di poliziotti e carabinieri, in mezzi e strutture più efficienti per le forze dell'ordine, in formazione ed equipaggiamenti al passo coi tempi?

Il problema, adesso, se lo pone anche la Corte dei Conti, che pare finalmente essersi svegliata dal torpore su questo argomento. Solo nel 2011, governo Berlusconi – Lega, i tagli al settore della sicurezza furono di oltre 3,1 miliardi. Un trend che, pur con cifre minori, è proseguito pure negli anni a venire. Spesso si fa riferimento a statistiche che vedrebbero l'Italia come fanalino di coda in Europa per le spese legate alla sicurezza e alla difesa. Si tratta di voci che vanno scorporate e allora si evidenzierebbe come la difesa, i militari, hanno sempre ottenuto risorse più importanti rispetto alle forze dell'ordine, soprattutto per "mantenere" i nostri soldati in vari scenari di guerra sparsi nel mondo e, ovviamente, per pagare gli F35.

Tutto questo a scapito della sicurezza interna, dell'accresciuto senso di insicurezza dei cittadini, dei problemi mai risolti legati alla criminalità e al terrorismo. Il governo italiano, sottolinea la Corte dei Conte nel suo recente intervento, è in ritardo di almeno 5 anni sul piano di sviluppo di questi cacciabombardieri americani e le spese si sono praticamente raddoppiate. Un solo velivolo oggi costa al nostro paese ben 130 milioni di euro. Oltre un centinaio dovrebbe acquistarne l'Italia. Rinunciando a 10 aerei si riuscirebbe a mettere in campo un contratto di lavoro dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori delle forze di polizia che lo aspettano da 8 anni.

Questo solo per fare un esempio. Fino ad oggi abbiamo speso circa 3 miliardi in questa follia militarista, soldi che difficilmente potremmo riavere indietro. Ma uscendo subito dal programma sarebbero ben 14 i miliardi che potremmo risparmiare. È questa sicuramente una strada da percorrere. Abbiamo certamente sbagliato a spendere i soldi che finora abbiamo speso. Ma sbaglieremmo ancor di più ad investire in un'impresa che non serve certo a rafforzare la sicurezza del nostro paese, ma solo ad arricchire le tasche di qualcuno.

Daniele Tissone

Segretario generale sindacato di polizia Silp Cgil

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