Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

 

Nell’ambito di un esame ricognitivo in merito all’andamento dell’applicazione ed approvazione delle Istanze del Decreto Ministro della Difesa del 7 maggio 2014, si è svolto il giorno 13 gennaio 2015, presso il Ministero della Difesa,  un incontro informale  con  il Coordinatore di CASADIRITTO .   In particolare l’Associazione CASADIRITTO ha lamentato l’estenuante lentezza  con la quale vengono espletate le pratiche riguardanti le Istanze  presentate. Si è convenuto che da parte dell’Amministrazione Difesa sarà dato un ulteriore immediato  segnale ai Comandi competenti per una rapida conclusione della fase istruttoria di quelle pratiche che non giustificano più ulteriori ritardi. E’ noto infatti, e CASADIRITTO lo ha sottolineato, il danno  economico e l’apprensione  derivante a cui sono sottoposte le famiglie che attendono una risposta.

Parimenti sono stati affrontati alcuni temi non risolti che riguardano i canoni di mercato, come per esempio la cosiddetta “cristallizzazione” relativa all’applicazione dei coefficienti correttivi., e il problema dell’indebita cancellazione, da parte di alcuni Comandi, dell’equo canone.

In ultima analisi si è potuto mettere in evidenza il problema dei recuperi coatti, attualmente messi in atto da alcuni Comandi, senza richiedere come previsto, preliminarmente e obbligatoriamente, la prevista certificazione ISEE che ne stabilisca il criterio di priorità.

L’incontro, svoltosi in un clima informale, schietto e costruttivo, si è concluso con l’impegno da parte dell’Amministrazione, di dare tempestiva  attuazione circa la tempestività da apporre   alla risoluzione e/o definizione  dei problemi  esposti.

 

Il Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

 

                                                                  Sergio Boncioli

     UN BUON INIZIO.

IN COMMISSIONE DIFESA  DELLA CAMERA PRESENTATA L’INTERROGAZIONE N. 5:04380. VEDIAMO PERCHE’ E’ UN FATTO NUOVO.

 

Nel corso della seduta della Camera dei Deputati n. 357 di lunedì 5 gennaio 2015, l’on. Rosa Maria Villecco Calipari (PD) primo firmatario, ha presentato assieme  all’on. Giovanna Petrenga (F.I.), l’on. Rossana Scopelliti (NCD-UDC), l’on. Tatiana Basilio (M5S), l’on. Donatella Duranti   (SEL), l’interrogazione, il cui testo riportiamo in allegato.

 

CHE COSA  CHIEDONO  AL MINISTRO DELLA DIFESA?

Attraverso questo strumento gli interroganti, in poche parole, chiedono al Ministro di fornire importanti dettagli su che cosa sia avvenuto nelle Aree di competenza dei Comandi in materia di applicazione di normative  riguardanti i canoni. Come controprova basta prendere  la pittoresca e variegata interpretazione o meglio  scempio che è stato applicato da alcuni Comandi a seguito di modifica del TUOM  ( Testo Unico Ordinamento Militare Legge 90 del 15 marzo 2010 e succ. modif.) e contemporaneamente  all’applicazione del Decreto M.d. del 7 maggio 2014, ma non solo per questo. Vogliamo riaffermare che l’intervento del Parlamento. Al Senato,  su alcune modifiche  apportate in sede di TUOM non sono necessariamente ricollegabili  con il Decreto del maggio stesso.In ogni caso una norma non semplice    da applicare, ma proprio per questo necessitava e necessita di una modifica e chiarimento da inserire  nella norma primaria, vale a dire nello stesso TUOM. Queste “vie di fuga” o scorciatoie non giustificate, sono state puntualmente stigmatizzate e riprese da CADADIRITTO man mano che andavano manifestandosi con le interpretazioni bislacche e ingiustificate da parte dei Comandi. E’ durata tutta l’estate 2014 ed ancora non è conclusa. Ne abbiamo documentato l’anomalia e di volta in volta CASADIRITTO è intervenuta. Il Comando Aeronautica di Roma, quello della 3 Regione Aerea di Bari, quello dell’ex Comando “Toscana” di Firenze, quello del Comando di Palermo, c he ancora non sembra concluso,ne sono stato gli esempi più clamorosi .Ed ecco quindi la necessità di far chiarezza con una norma riportata direttamente nel Testo Unico.

Inoltre l’Interrogazione presentata in Parlamento, chiede al Ministro di provvedere urgentemente  alla trascrizione sempre nel Testo Unico a quanto già  approvato dal Parlamento stesso in materiea di alloggi in vendita ( norme riguardanti l’usufrutto ed il rinvio del rilascio dopo 90 gg, in caso di non adesione alle condizioni proposte, con possibilità di rimanere all’interno dell’alloggio fino alla conclusione dell’asta, alla quale l’utente stesso potrà partecipare).

PERCHE’ C’E’ UNA ESTREMA NECESSITA’ DI AVERE UNA NORMA PRIMARIA?

Per riassumere in un testo il vasto ventaglio di canoni differenziati, evitando la bolgia a cui abbiamo assistito. Non possono pretendere che ogni volta si intervenga per correggere madornali errori interpretativi.

Ecco  di seguito il groviglio di canoni.

EQUO CANONE, DA APPLICARE ALLE CATEGORIE “PROTETTE” STORICHE, PRIMA DEL DECRETO DEL  7 MAGGIO 2014

Tale canone si applica alle categorie di utenti che  rientravano già da prima  nei  Decreti annuali precedenti,  avendone le condizioni previste, compresi i portatori di grave handicap, con certificazione ASL prima del Decreto del 16 marzo 2011. Come noto tali categorie non  dovevano presentare alcuna Istanza.

CANONE IN VIGORE  IN DATA ANTECECEDENTE AL 31/12/2010, DA APPLICARE ALLE NUOVE CATEGORIE PROTETTE  DI  CUI ALL’’ALLEGATO C. AL DECRETO DEL 7 MAGGIO  2014.

Si applica a chi si è visto accogliere o si vedra’ accogliere  l’Istanza di cui al Decreto del 7 maggio 2014., agli art. 4. Comma 1., 4 comma 2., 4 comma 3 (questi ultimi solo per 5 anni) e pagava fino ad ora un canone secondo il Decreto del 16 marzo 2011, con obbligo di rilascio.

Normalmente tale canone, prima del Decreto del 16 marzo 2011,   era allora   calcolato sulla base dell’equo canone, con maggiorazione del 20% o del 50%, secondo l’entità del reddito o altre condizioni ( possesso di un altro alloggio). Viene applicato tale canone, aggiornato con ISTAT aumentato nel frattempo, senza più l’obbligo del rilascio.

EQUO CANONE O CANONE PIU’ CONVENIENTE

Viene applicato a chi ha presentato l’Istanza a norma dell’art. 2 comma 2 dell’allegato D al Decreto del 7 maggio 2014, in applicazione dell’art. 286 comma 2 del TUOM, Legge 90 del 15 marzo 2010 e successive modificazioni, come recita il Decreto del 7 maggio stesso.

 

PERCHE’ C’E’ IL RISCHIO DI KAOS INTERPRETATIVO?

La risposta è nei fatti che sono accaduti, e la riprova è che nessuno sa esattamente che cosa fare, rispetto alla norma primaria. I COMANDI PERIFERICI sono allo stesso tempo carnefici e loro stessi vittime, a meno di casi conclamati di vera e propria ignoranza totale di normativa.

Va ricordato comunque che una buona dose di KAOS, è dovuta a quanto deciso dalla Commissione Difesa del Senato nel suo insieme, nella seduta del 19 dicembre 2013,Natale era alle porte,   forse erano in molti ad essere distratti, poiché in tale seduta, su suggerimento di una misteriosa  entità,  senza volto e senza nome, “ allo scopo di semplificare la normativa” ( ma dove stavano gli attenti senatori?)  era stato soppresso  ad opera di “una manina”  l’art. 286 comma 4 generando poi veri e propri stati confusionali qua e la in tutta Italia. Quel  Richelieu  l’ha fatta veramente grossa e non si è saputo mai da chi  era partita  quella richiesta poi approvata. Forse il Presidente della Commissione Difesa  Senato   si potrà degnare un giorno di renderlo noto. Dagli atti parlamentari non risulta. Risulta invece il parere favorevole espresso a nome del Governo dal Sottosegretario di turno. Annoveriamo l’episodio, se pur piccolo e ai più   irrilevante, fra i Misteri d’Italia. Ma il giorno dopo subito CASADIRITTO lo rivelò e chiese ai presenti di renderne conto. Ma tutti innalzarono i famosi muri di gomma, arte antica quanto efficace.

Riscrivere la norma primaria è dunque parte integrante dell’interrogazione. Rimettere un po’ d’ordine, non limitarsi ai tanti “de facto”  servirà senz’altro agli utenti per non rischiare di essere trattati  ingiustamente da comprimari e vittime destinate anziché da cittadini consapevoli, ma offrirà agli stessi Comandi  un testo scritto chiaro e in equivoco evitando di far fare  agli stessi delle figuracce  come   da dilettanti allo sbaraglio come  purtroppo è avvenuto. in vari casi. e come noi  di CASADIRITTO con grande puntigliosità siamo stati costretti a replicare per le rime.  In poche parole, UNA CHIAREZZA PER CHI DEVE APPLICARE LE NORME, UNA GARANZIA PER CHI QUELLE NORME DEVE OSSRVARE.  Nel fantastico mondo degli alloggi della Difesa sembra difficile anche questo.

MA QUALE E’ IL FATTO NUOVO?

Il fatto nuovo è che tutti ( o quasi) i Gruppi Parlamentari della Commissione Difesa della Camera inseriscono un loro componente come firmatario o cofirmatario dell’Interrogazione. A prescindere da quello che sarà l’esito de3ll’iniziativa (speriamo che abbia esito positivo) e la sua incidenza immediata sule norme, ci appare estremamente positivo cogliere questa novità, dopo tanto tempo.

A parere di CASADIRITTO il fatto che da mesi, su nostra indicazione, centinaia di e mail e lettere hanno sensibilizzato anche i Deputati e Senatori apparentemente più indifferenti, ci viene da pensare  che finalmente, con l’approfondimento e la documentazione, in molti stanno rivedendo la loro posizione.  O quantomeno  si sia riusciti ad abbattere il luogo comune dovuto alla non conoscenza  e della conseguente superficialità più volte sperimentata e su cui da sempre, certuni fanno leva.  Certo quelle e mail e quelle lettere chiedono ben altro: la soppressione del Decreto del 16 marzo 2011. Ma è senz’altro significativo che per una volta su su tema specifico,

PD, FI, NCD-UDC, M5S, e SEL  con un firmatario per ogni Gruppo, si mettono d’accordo su cosa chiedere urgentemente al Ministro. Un tabù sembra cadere.

Agli stessi Parlamentari CASADIRITTO e tanti utenti degli alloggi Militari, colpiti o no da canoni indescrivibili e inimmaginabili,  (che comunque continuano ad essere applicati), non mancheranno certamente di contattarli,  da subito  per metterli al corrente ancora meglio delle loro ragioni.

Le email di tutti i Parlamentari , si possono trovare sul sito della Camera e del Senato.

   

Argomento: 
Alloggi di servizio