Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

Prosegue in Commissione Difesa della Camera, l'esame della proposta di legge relativa a "Norme sull'esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e dei corpi di polizia ad ordinamento militare, nonché delega al Governo per il coordinamento normativo" frutto dell'abbinamento di diverse PDL. Un iter complesso che a due anni circa dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha sancito il diritto per i militari di costituire propri sindacati, non riesce a licenziare un testo adeguato alle istanze deilavoratori militari. Riportiamo il resoconto della commissione del 5 febbraio ed il testo del disegno di legge

CAMERA DEI DEPUTATI

Mercoledì 5 febbraio 2020

319.

XVIII LEGISLATURA

BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI

Difesa (IV)

 

SEDE REFERENTE

  Mercoledì 5 febbraio 2020. — Presidenza del presidente Gianluca RIZZO. — Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa, Giulio Calvisi.

  La seduta comincia alle 14.

Norme sull'esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e dei corpi di polizia ad ordinamento militare, nonché delega al Governo per il coordinamento normativo.
C. 875-1060-1702-2330-A.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 15 gennaio 2020.

  Gianluca RIZZO, presidente, ricordato che l'iter del provvedimento è stato finora particolarmente complesso, ne riepiloga i principali passaggi. L'esame in sede referente è, infatti, iniziato il 29 gennaio 2019 e ha poi visto lo svolgersi di un nutrito ciclo di audizioni fino al 26 marzo 2019. Nella medesima seduta del 26 marzo 2019, si è inizialmente adottato, quale testo base, quello della proposta C. 875 della collega Corda. Successivamente, nella seduta del 9 aprile 2019, è stato dapprima dispostoPag. 94l'abbinamento delle diverse proposte assegnate alla Commissione sulla stessa materia, e poi è stato nominato un Comitato ristretto, i cui lavori sono terminati l'11 aprile. Nella medesima data la Commissione plenaria ha adottato, quale testo base, il nuovo testo della proposta Corda. L'esame in sede referente è quindi proseguito con la presentazione degli emendamenti e l'approvazione di alcuni di essi, fino al 15 maggio 2019. In tale ultima data, acquisiti anche i pareri delle Commissioni in sede consultiva, la Commissione ha licenziato il testo per l'Assemblea, conferendo alla relatrice il mandato a riferire. L'Assemblea, svolta la discussione generale il 27 maggio, ha deliberato il rinvio in Commissione nella successiva seduta del 28 maggio. A partire dal 25 giugno fino al 4 dicembre 2019 si è svolto un supplemento di attività conoscitiva, riepilogato nella scorsa seduta dell'11 dicembre 2019. Nella riunione dell'Ufficio di presidenza del 18 dicembre, si è concordato di riprendere i lavori nella sede referente dopo la pausa di fine anno. Conseguentemente, nella seduta e nella successiva riunione dell'Ufficio di presidenza del 15 gennaio 2020 si era concordato di adottare come testo base quello rinviato dall'Assemblea (C. 875/A) e di fissare il termine per la presentazione degli emendamenti al 27 gennaio. Nella seduta del 16 gennaio, tuttavia, per intesa unanime tra i gruppi, tale termine è stato differito al 3 febbraio, alle ore 12. Da ultimo ricorda che il 27 gennaio è stata assegnata alla Commissione un'ulteriore proposta di legge, vertente su identica materia (C. 2330 Ferrari ed altri) che è stata abbinata alle altre nell'Ufficio di presidenza del 29 gennaio. Avverte, dunque, che sono pervenuti circa 70 emendamenti, il cui fascicolo è in distribuzione e che è stato tempestivamente trasmesso alla relatrice e al Governo (vedi allegato).

  Emanuela CORDA (M5S), relatrice, ringrazia la presidenza per aver riepilogato l’iter del provvedimento e prospetta l'esigenza di disporre di un rinvio di qualche giorno per valutare con pienezza tutte le proposte emendative presentate.

  Alberto PAGANI (PD) sottolinea come il gruppo del Partito democratico, anche quando stava all'opposizione, abbia sempre coerentemente ricercato un'ampia condivisione sul testo del provvedimento. Infatti, la delicata materia che questo affronta richiede di fare ogni sforzo affinché le norme scritte dal legislatore siano il più possibile stabili e sottratte alle logiche di parte. Ritiene importante ragionare seriamente sulle proposte emendative presentate che possono, a suo avviso, costituire un importante punto di partenza per migliorare il testo, eventualmente anche attraverso la previsione di futuri provvedimenti correttivi, e condivide la proposta della relatrice di rinviare l'esame. Auspica, quindi, che si possa verificare la convergenza dei gruppi su posizioni condivise, rendendo un servizio utile al personale militare e ai cittadini.

 Salvatore DEIDDA (FdI) comprende le ragioni della proposta di rinvio e la condivide. Rimarca, tuttavia, che sul provvedimento sono stati commessi in passato alcuni errori che ancora stanno producendo i loro effetti. Allude, in particolare, alla decisione del ministro della difesa pro tempore di riconoscere i sindacati militari che si sono costituiti dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 120 del 2018, pur in mancanza di una normativa che ne disciplinasse l'attività. Sottolinea come ciò, oltre a creare una dannosa concorrenza con i delegati della rappresentanza militare, abbia messo a serio rischio quel personale militare che ha dato vita ai sindacati e che, nell'esercizio delle proprie funzioni, è comunque tenuto all'osservanza della linea gerarchica. Evidenzia inoltre che la maggioranza dovrebbe fare chiarezza su ciò che è realmente possibile garantire ai sindacati militari. Infatti, nel testo trasmesso all'Assemblea non avevano potuto trovare ingresso tutta una serie di aspettative promesse con troppa leggerezza e che avevano contribuito ad alimentare un clima di astio nei confronti di quelle forze politiche ritenute contrarie al riconoscimento dei diritti sindacali. Conclude ribadendo la disponibilità del proprio gruppo a lavorare seriamente per giungere a un testo condiviso.

  Maria TRIPODI (FI) condivide la proposta della relatrice di prendere tempo per riflettere. Osserva come vi siano forti aspettative sul provvedimento e sia necessario affrontare il tema dei sindacati militari con la massima serietà. Occorre senza dubbio fare tutti gli sforzi possibili per migliorare il testo, ma occorre anche agire con rapidità poiché c’è una sentenza della Corte costituzionale che impone di non andare troppo per le lunghe. Lo chiedono anche le nostre Forze armate; manifesta cauto ottimismo poiché intravede sul testo più punti in comune che divergenze.

 Roberto Paolo FERRARI (LEGA) dichiara che anche il gruppo della Lega si accosta al provvedimento con lo stesso spirito evidenziato dal collega Pagani e rivendica la bontà del lavoro svolto dalla Commissione durante la prima parte dell’iter del provvedimento. Il testo giunto in Assemblea, infatti, era frutto dell'apporto dei contributi dei gruppi dell'allora maggioranza, ma anche di proposte votate trasversalmente, come quelle relative alla giurisdizione. Rileva che le proposte emendative presentate cercano di dare risposta alle sollecitazioni provenienti dall'ulteriore attività conoscitiva svolto dopo il rinvio in Commissione e sottolinea come adesso il testo possa raggiungere il necessario equilibrio, prevedendo anche la possibilità di apportare futuri miglioramenti.

  Nicola CARÈ (IV) ritiene che la Commissione sia stata impegnata in un lavoro complesso e difficile e reputa essenziale continuare a lavorare tutti insieme. Condivide, quindi, la proposta di rinvio della relatrice, auspicando che essa possa consentire di apportare ulteriori migliorie al provvedimento.

 Giovanni Luca ARESTA (M5S) ricorda che il rinvio in Commissione era stato deliberato dall'Assemblea al fine di apportare le necessarie modifiche al testo, rimanendo all'interno del perimetro chiaramente tracciato dalla sentenza della Corte costituzionale.

  Renzo TONDO (M-NI-USEI-C!-AC) sottolinea come la Commissione abbia lavorato seriamente durante la prima fase dell’iter e come occorra continuare con lo stesso profilo in questa seconda parte, seguendo il percorso stretto indicato dalla sentenza della Corte costituzionale. Manifesta, quindi, il proprio convincimento che la sindacalizzazione delle Forze armate recherà un pregiudizio serio alla autorevolezza delle nostre Forze armate, ma auspica che vi siano le condizioni per contribuire in maniera unitaria nel prosieguo dell'esame.

  Emanuela CORDA (M5S), relatrice, apprezza le considerazioni della collega Maria Tripodi e sottolinea come non abbia mai inteso assumersi i meriti del provvedimento. Precisa quindi che, se il testo non rispecchiasse la sentenza della Corte costituzionale, non vi si riconoscerebbe. Valuta, quindi, positivamente gli ulteriori contributi che sono emersi nelle ulteriori audizioni svolte dopo il rinvio in Commissione, confermando l'attenzione posta nell'ascoltare tutte le voci. Ribadisce la necessità di scrivere una legge che rispetti la sentenza costituzionale e riconosca il diritto del personale delle Forze armate a costituire sindacati di militari. Conclude invitando a rifuggire dalla tentazione di annacquare il testo del provvedimento, rendendolo così inutile.

  Il sottosegretario Giulio CALVISI auspica che sul provvedimento si possa realizzare un ampio confronto e che l’iter si concluda positivamente e in tempi rapidi. Manifesta la disponibilità del Governo a confrontarsi nel merito sulle proposte emendative presentate; non sarà la griglia burocratica dei pareri predisposti per il suo intervento a fargli velo; ritiene che questa legge non debba essere ostaggio delle maggioranze parlamentari di turno, ma resistere nel tempo.

 

  Roberto Paolo FERRARI (LEGA) precisa che il mandato a riferire all'Assemblea non è stato votato su un testo condito di norme volte a prendere in giro i cittadini.

  Salvatore DEIDDA (FdI) contesta le affermazioni della relatrice sull'intenzione di annacquare il testo sottolineando come il rinvio in Commissione fu votato perché il testo uscito dalla Commissione è stato ritenuto insufficiente da quasi tutti i sindacati militari che si erano costituiti e che avevano creduto di poter vedersi riconosciuti gli stessi diritti riconosciuti alle Forze di polizia a ordinamento civile.

  Dopo ulteriori interventi di Giovanni RUSSO (M5S), Renzo TONDO (M-NI-USEI-C!-AC) e Salvatore DEIDDA (FdI), Matteo PEREGO DI CREMNAGO (FI) invita tutti i gruppi a lavorare, anche in maniera informale, al fine di rendere più agevole il prosieguo dell'esame.

 Gianluca RIZZO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

 

>>TESTO ED EMENDAMENTI>> https://www.camera.it/leg18/1008?sezione=documenti&idlegislatura=18&tipoDoc=bollettino_allegato&anno=2020&mese=02&giorno=05&view=filtered_scheda&idcommissione=04&back_to=5filtered_scheda

Argomento: 
Parlamento