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Il governo prepara il piano per frenare gli adeguamenti. Rivalutazione piena solo per gli assegni fino a 1500 euro

 

Scatta il blocco delle rivalutazioni sugli assegni. Il governo infatti molto probabilmente inserirà nell'emendamento sulla manovra in Senato un raffreddaemnto sulle indicizzazione degli assegni per l'infalzione.

Il tutto per recuperare risorse da destinare a Quota 100. L'indicizzazione sarà piena per tutti gli assegni fino a tre volte il minimo, ovvero 1530 euro al mese. Superata questa soglia scatta il blocco. L'attuale schema previsto dal governo Letta pone una rivalutazione al al 40 per cento per gli importi tra tre e quattro volte il minimo, del 20 per cento tra 4 e 5 volte il minimo e del 10 per cento per il rateo che va tra 5 e 6 volte il minimo.

Nessuna rivalutazione invece per tutti gli assegni che vanno oltre sei volte il minimo. La leva che dà un freno alla rivalutazione degli assegni, va ricordato, è stata inserita dalla riforma Fornero che produce i suoi effetti sugli assegni dal 2012. Se venisse confermato lo "schema Letta, il governo riuscirebbe a ricavare circa 390 milioni nel 2019, 800 per il 2020 e 1,250 miliardi, come ricorda il Sole 24 Ore, nel 2021. Senza un intervento in questo senso, da gennaio sarebbe tornato nuovamente il sistema classico di rivalutazione. La mossa dell'esecutivo a quanto pare è dettata dall'esigenza di trovare uno spazio consistente per il recupero di nuove risorse da dirottare sulla riforma del sistema previdenziale. Di certo milioni di pensionati anche questa volta rischiano di rimanere a bocca asciutta e senza un adeguamento dell'assegno al costo della vita.

 

Argomento: 
Attualità e Politica