Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

E’ a rischio chiusura l’aeroporto militare di Decimomannu a causa della dipartita dei tedeschi alla fine del prossimo anno  che dopo 50 anni  probabilmente lasceranno la Sardegna.

In bilico è l’accordo tecnico tra la Lutwaffe tedesca e l’Aeronautica Militare Italiana sulla gestione al 50% dell’aeroporto militare di Decimomannu e del poligono di Capo Frasca a causa del prolungamento del periodo di chiusura del poligono da 2 mesi, come previsto dall’accordo internazionale, a  quattro mesi come definito invece in un recente accordo tra il Sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, ex generale dell’Esercito italiano, e il Presidente della Regione Sardegna.

A rischio oltre 1500 buste paga per oltre 40 milioni di stipendi, 80 ditte civili esterne per un totale di ulteriori 800 lavoratori sardi con un volume d’affari di 6 milioni di euro e infine investimenti con contratti centralizzati per oltre 15 milioni di euro all’anno.

L’aeroporto di Decimo è insostenibile da un punto di vista dei costi per l’Aeronautica senza un partner affidabile e costante. I militari troverebbero impiego altrove in Italia ma i civili rimarrebbero a casa senza lavoro. Una catastrofe economica che si aggiungerebbe alla recente chiusura dello storico 30°Stormo dell’aeroporto militare di Elmas dove l’Aeronautica lascerà definitivamente il prossimo 31 gennaio 2015.

Questo clima insopportabile di antimilitarismo  mina alla base la presenza in Sardegna di oltre 7000 militari sardi che lavorano nell’isola nelle varie strutture militari e sta mettendo a serio rischio importanti investimenti sulla Difesa che garantirebbero alla Sardegna lavoro ed eccellenze.

I sardi impiegati nelle forze armate in Sardegna rappresentano se non la prima, la seconda realtà economica dell’isola che piaccia o meno. Questo è un dato oggettivo con cui bisogna necessariamente fare i conti quando si spinge irresponsabilmente per chiudere o dismettere senza proporre uno straccio di alternativa economica o un’idea di economia che non sia solo sulla carta ma bensì nei fatti.

Le politiche fallimentari sul piano industriale, economico e turistico degli ultimi 20 anni di destra e sinistra hanno portato la Sardegna alla condizione marginale e di povertà attuale e non certo a causa della presenza dei  militari che sono sempre al servizio del cittadino specie nei momenti difficili come le alluvioni di Olbia e Capoterra, voli ospedale per le persone che necessitano cure vitali urgenti, servizio antincendi e di salvataggio garantito dagli elicotteri dell’Aeronautica che operano anche in volo notturno, servizio meteorologico,  il servizio radar necessario agli aerei civili dell’aeroporto di Elmas e per finire la garanzia della sicurezza dei cittadini alla luce dei recenti e gravissimi fatti internazionali.

Chi vuole fuori i militari dalla Sardegna è irresponsabile e non vede la gravità delle possibili conseguenze per tutta l’isola già martoriata dalle conseguenze della politica regionale assolutamente inadatta  a dare risposte ai cittadini.

Lo dichiara il Delegato Nazionale del Cocer Interforze Antonsergio Belfiori 

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