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 I famigliari dei militari che hanno prestato servizio alla base aereonautica del Primo Roc del Monte Venda, che sono deceduti per neoplasie maligne ad origine timica e polmonare causate dalla presenza nel sito di alte concentrazioni di gas radon, hanno diritto alla pensione privilegiata ordinaria. Lo ha stabilito il giudice unico delle pensioni della Corte dei Conti di Venezia che ha accolto il ricorso contro il Ministero della Difesa presentato di Z. M., una donna originaria di Vo’ rimasta vedova del maresciallo di 1/a classe B. E. che aveva prestato servizio sul Venda per 29 anni.

 

La vedova dopo la morte del coniuge, a seguito di quanto emerso nelle indagini condotte dalla Procura di Padova circa le condizioni ambientali della base militare, che hanno evidenziato una concentrazione di radon altissima (12.000 bq/metro cubo), ben 24 volte il limite, ha presentato istanza per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio che è stata accolta dal Comitato di verifica nel 2012.

A seguito di questa decisione la donna ha inoltrato domanda di “pensione privilegiata ordinaria”, che il Ministero della Difesa ha negato per mancato rispetto dei termini di presentazione, stabiliti in 5 anni tra la cessazione del servizio e la richiesta di pensione privilegiata.

Nel ricorso contro il Ministero della Difesa Z. M., supportata dalla sezione dell’Unsi Terme Euganee che ha sede ad Abano Terme, ha evidenziato che la domanda non poteva essere presentata prima in quanto le misurazioni che hanno accertato la forte presenza del gas sul colle sono state effettuate tra il 2007 e il 2009. Il giudice della Corte dei Conti ha dato ragione alla vedova.

Il Ministero dovrà riconoscere anche gli arretrati e gli interessi di legge, ove l’indice della svalutazione dovesse eccedere la misura degli stessi.

Quanto alle spese legali il giudice ha stabilito l'integrale compensazione.

Una sentenza che mette un punto fermo sulla disputa tra il Ministero della Difesa e i famigliari dei tanti sottufficiali deceduti dopo aver prestato servizio alla base del Primo Roc, che si sono rivolti all’Unsi, l’Unione nazionale dei sottufficiali italiani di Abano Terme.

 

Fonte: Il mattino di padova.

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