Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

 

Sentenze

La Cassazione pone un freno alle richieste di indennizzo sostitutivo per le ferie non godute dei dipendenti pubblici.

L’attività di indagine ha richiesto, spiega la Corte nella  delibera 16/2019/G, una diffusa rappresentazione del Servizio sanitario militare per evidenziare punti di contatto e di diversificazione con il Ssn e porre le premesse per applicare al primo, per quanto possibile - in ragione delle differenti norme di riferimento - e in via sperimentale, alcuni degli standard del secondo. E illustra le sue raccomnadazioni a Sanità militare e Ssn.

 

In G.U. n. 29 del 17-7-2019 è pubblicata la sentenza Sentenza 16 aprile 2019 n. 170: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Pubblica amministrazione - Delega al Governo a provvedere alla riorganizzazione o all'eventuale scioglimento del Corpo forestale dello Stato, previo parere della Conferenza unificata Stato-Regioni - Attuazione della delega - Scioglimento del Corpo e assorbimento del suo personale nell'Arma dei carabinieri e nelle altre forze di polizia a ordinamento militare. - Legge 7 agosto 2015, n. 124 (Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche), art. 8; decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177 (Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche), articoli da 7 a 19. 

 

Anche la seconda sezione d’appello della Corte dei Conti  (sentenza n. 197/2019) conferma l'orientamento già espresso dalla prima sezione d’appello della Corte dei Conti (sentenza n. 422/2018), consolidando le ragioni dei ricorrenti e censuradola posizione dell’INPS. Al personale militare transitato in quiescenza con il sistema misto ed in possesso di un’anzianità contributiva tra 15 e 20 anni al 31/12/1995, spettava un calcolo della base pensionabile (44%) ai sensi dell’art. 54 del d.p.r. n. 1092/1973.

 

La tutela delle famiglie di fatto, consacrata anche dalla Legge Cirinnà, rende necessario equiparare coniugi e conviventi di fatto ai fini dei trasferimenti per ricongiungimento familiare. 

Nel silenzio della c.d. Legge Cirinnà, nei trasferimenti in ambito militare l’istituto del ricongiungimento familiare deve applicarsi anche ai conviventi more uxorio, a tutela della famiglia di fatto.

Nel regime del pubblico impiego vige la regola della esclusività, ma sono previste delle deroghe: a fronte di attività assolutamente vietate, si aggiungono attività autorizzabili dal datore di lavoro e attività liberalizzate secondo il regime dell’art. 53, d.lgs. 30 marzo 2001 n. 165. L’esercizio di attività di impresa è oggetto di un divieto assoluto. Sentenza della Corte dei conti, Sez. giurisdizionale per la Regione Lombardia, 7 maggio 2019.

 

  Con la recentissima sentenza n.2383/2019 del 12.04.2019, il Consiglio di Stato ha chiarito come va inteso ed applicato anche per il personale delle Forze di Polizia, oltre che per il personale delle Forze Armate, il comma 1-bis dell’art.1 della legge 29.03.2001, n.86.

  La pronuncia completa le coordinate ermeneutiche della normativa del 2001 e consente, a questo di punto, di proporre il quadro riassuntivo che segue....

 

Il Tar Reggio Calabria conferma l'applicabilità dell'art. 42 bis d. lgs. 151/01 al comparto Forze Armate, Forze di Polizia, Personale Militare. 

La discussione è sempre accesa quando si parla, in generale, di assegnazione temporanea di militari in forza dell'art. 42 bis d. lgs. n. 151/01 e, in particolare, delle sentenze che si susseguono incessantemente su questo delicato fronte.

Non è accoglibile un ricorso che, a fronte di istanze del militare all’Amministrazione volte a evidenziare una serie di comportamenti ritenuti illegittimi e illeciti tenuti nei suoi confronti nel corso della sua carriera, impugna la nota di risposta che ha escluso la fondatezza di quanto lamentato motivando, sia pure in modo sintetico, sui diversi aspetti censurati. Non è ammissibile un’azione di doglianza generale finalizzata a contestare l’azione passata dell’amministrazione, così come un’azione di accertamento volta alla rimozione di atti autoritativi rimasti, a suo tempo, inoppugnati (T.A.R. Lazio)

La Sezione d’Appello della Corte dei Conti ha dato ragione all’Inps, limitando il ricorso al moltiplicatore della pensione solo ai congedati per riforma che hanno raggiunto l’età pensionabile.

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