Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

Guardia di Finanza

I delegati della Finanza hanno ribadito l’esigenza di ulteriori e sensibili risorse dedicate al comparto, in forza della specificità, del blocco retributivo e contrattuale protrattosi dal 2010 al 2015, della riduzione degli organici cristallizzata dalla Legge n.124/2015 e degli evidenti fatti ed emergenze (immigrazione, terrorismo e economia) che hanno interessato il Paese negli ultimi anni e reso certamente più impegnativa e gravante l’attività delle Forze di Polizia, prova ne sia l’incremento del lavoro straordinario.

C’era molta attesa rispetto agli effetti del nuovo piano di impieghi per bandi adottato dallo Stato Maggiore della Guardia di Finanza ad accoglimento delle richieste più volte rappresentate ed avanzate dal Co.Ce.R. di questo mandato e dei precedenti.  La strada intrapresa è quella giusta ed anche se c'è ancora molto da fare, sotto diversi profili. 

"Si tratta, afferma il Cocer, evidentemente, di una difficile sintesi tra diverse situazioni di partenza, diverse esigenze e diverse culture organizzative; riteniamo tuttavia che il confronto aperto, franco e costruttivo con il Comandante Generale e con lo  Stato Maggiore abbia alla fine prodotto un provvedimento equilibrato, che produce sicuramente effetti positivi per il personale e rappresenta un importante strumento per l’evoluzione, nei prossimi anni, del sistema sicurezza, una delle più importanti priorità del Paese.

Presumibilmente nel prossimo mese di luglio, insieme al FESI 2017 saranno in pagamento anche gli arretrati della quota del Fondo Unico Giustizia in favore dei finanzieri colpiti dal blocco stipendiale  nel corso del 2014.  La  misura dovrebbe ammontare a circa il 60-65% di quanto ricevuto nel 2015. 

Lo scorso 29 marzo 2017 il Co.Ce.R. Guardia di Finanza ha approvato tre importanti delibere, con le quali ha fornito parere favorevole alla proposta di decreto di distribuzione delle risorse del c.d. Fondo Efficienza per l’anno 2016,  che sarà così erogato al personale sostanzialmente con le stesse modalità del 2015. La delibera sblocca le procedure previste per la rilevazione dei dati e per l’approvazione del decreto ministeriale che si concluderà, se tutto fila liscio, con il pagamento del Fondo presumibilmente tra i prossimi mesi di giugno/luglio 2017.

Nella stessa occasione il Co.Ce.R. ha chiesto di aprire un Tavolo di confronto con l’Amministrazione per le eventuali modifiche da apportare alla distribuzione del Fondo, anche alla luce degli effetti del riordino dei ruoli in corso di definizione, del prossimo rinnovo contrattuale e dell’importanza che la contrattazione di II livello sta assumendo nell’ambito del pubblico impiego.

Pubblichiamo la "Guida al riordino GDF" aggiornata, elaborata da Gianluca Taccalozzi - Delegato Co.Ce.R. della Guardia di Finanza. Risorse, distribuzione per azioni e ruoli, effetti di carriera ed economici, stabilizzazione del Bonus, contrattualizzazione della dirigenza. (fonte Ficiesse.it) 

I delegati della Guardia di finanza prendono atto con favore che il governo in linea con quanto fissato dalla legge di stabilità, ha stanziato le risorse per un intervento organico ed effettivo.

Dopo gli ultimi incontri tra Amministrazioni e Rappresentanze è ormai abbastanza chiaro l’impianto generale del riordino, almeno per il personale da Ispettori in giù (in allegato una scheda relativa alla situazione al 19 dicembre 2016). Non sarà (per fortuna) un riordino “todos caballeros” come nel 1995 e nemmeno un riordino che disegna amministrazioni “modello”, ma i passi in avanti rispetto alla bozza della scorsa primavera sono evidenti.

I contenuti della scheda redatta dal Comando Generale della Guardia di finanza riguardante il riordino dei ruoli,  illustrati al Cocer della Guardia di Finanza il 19 dicembre 2016. 

Presso il Ministero dell’interno, è ancora in corso un  ciclo di incontri a livello interforze (Stato Maggiore Difesa, Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia penitenziaria), con la partecipazione anche di rappresentanti della Ragioneria generale dello Stato, al fine di definire un progetto condiviso di “riordino” dei ruoli e delle carriere per l’avvio dell’iter di approvazione del  decreto legislativo (scadenza 28 febbraio 2017) di cui alla delega prevista dall’articolo 8 della legge n. 124/2015 (cd. “legge Madia”). 

E’ stata pubblicata il 4 luglio scorso un’importante decisione delComitato Europeo dei diritti sociali (CEDS[1]), organismo para-giudiziario del Consiglio d’Europa previsto dal Trattato della Carta sociale europea (CSE[2]) al quale aderisce anche la Repubblica italiana.

Il 10 giugno 2013 il Consiglio Europeo dei Sindacati di Polizia (CESP[3]) aveva presentato un reclamo collettivo[4] al CEDS, denunciando il fatto che la Francia non rispetta la corretta applicazione degli articoli 5 (diritto di associarsi) e 6 (diritto alla contrattazione collettiva) della CSE.

Il CESP sosteneva, infatti, che la Gendarmerie Nationale[5] francese è impegnata - quasi esclusivamente – in missioni di polizia, mentre le attività militari di quel Corpo sono più che marginali e che, pertanto, il divieto di costituirsi in associazioni professionali o sindacali è sproporzionato e, di conseguenza, contrario al Trattato.

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