Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

Guardia di Finanza

I delegati della Guardia di finanza prendono atto con favore che il governo in linea con quanto fissato dalla legge di stabilità, ha stanziato le risorse per un intervento organico ed effettivo.

Dopo gli ultimi incontri tra Amministrazioni e Rappresentanze è ormai abbastanza chiaro l’impianto generale del riordino, almeno per il personale da Ispettori in giù (in allegato una scheda relativa alla situazione al 19 dicembre 2016). Non sarà (per fortuna) un riordino “todos caballeros” come nel 1995 e nemmeno un riordino che disegna amministrazioni “modello”, ma i passi in avanti rispetto alla bozza della scorsa primavera sono evidenti.

I contenuti della scheda redatta dal Comando Generale della Guardia di finanza riguardante il riordino dei ruoli,  illustrati al Cocer della Guardia di Finanza il 19 dicembre 2016. 

Presso il Ministero dell’interno, è ancora in corso un  ciclo di incontri a livello interforze (Stato Maggiore Difesa, Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia penitenziaria), con la partecipazione anche di rappresentanti della Ragioneria generale dello Stato, al fine di definire un progetto condiviso di “riordino” dei ruoli e delle carriere per l’avvio dell’iter di approvazione del  decreto legislativo (scadenza 28 febbraio 2017) di cui alla delega prevista dall’articolo 8 della legge n. 124/2015 (cd. “legge Madia”). 

E’ stata pubblicata il 4 luglio scorso un’importante decisione delComitato Europeo dei diritti sociali (CEDS[1]), organismo para-giudiziario del Consiglio d’Europa previsto dal Trattato della Carta sociale europea (CSE[2]) al quale aderisce anche la Repubblica italiana.

Il 10 giugno 2013 il Consiglio Europeo dei Sindacati di Polizia (CESP[3]) aveva presentato un reclamo collettivo[4] al CEDS, denunciando il fatto che la Francia non rispetta la corretta applicazione degli articoli 5 (diritto di associarsi) e 6 (diritto alla contrattazione collettiva) della CSE.

Il CESP sosteneva, infatti, che la Gendarmerie Nationale[5] francese è impegnata - quasi esclusivamente – in missioni di polizia, mentre le attività militari di quel Corpo sono più che marginali e che, pertanto, il divieto di costituirsi in associazioni professionali o sindacali è sproporzionato e, di conseguenza, contrario al Trattato.

Nelle bozze di riordino delle carriere elaborate dalle Amministrazioni sono previsti interventi sui parametri stipendiali e sulle modalità di avanzamento e progressione orizzontale e verticale. Con un proprio  documento, il cocer della GDF evidenzia alcune criticità e si propongono i correttivi necessari ed opportuni per risolverle, per rendere il nuovo modello di carriera a regime più armonico e coerente, per costruire un’eventuale regime transitorio idoneo a traghettare il cambiamento riducendo i rischi di penalizzazioni irragionevoli e per far convivere le esigenze e le aspettative del personale con le esigenze operative e funzionali della Guardia di Finanza

Con una recente delibera  il CoCeR Guardia di Finanza ha chiesto al Comandante Generale di modificare la Circolare 200000 con riferimento al divieto di iscrizione agli Albi professionali.

Stabilizzato il bonus “80 euro” (500 milioni di euro), rifinanziato il riordino delle carriere (390 milioni di euro), rifinanziato il contratto (150 milioni di euro + i 74 già previsti) e fondi straordinari per le assunzioni. Questo prevederebbe (aspettiamo il testo ufficiale) il DDL Stabilità 2017 per il comparto sicurezza.

Evviva!? … No! c’è poco da esultare, almeno sotto il profilo della funzionalità e della produttività in generale e sotto il profilo del ruolo Ispettori in particolare.

Il Consiglio Centrale di Rappresentanza  ha incontrato il Capo di Stato Maggiore ed il Capo del VI Reparto i quali hanno illustrato il punto di situazione del confronto fra le Amministrazioni in ordine all’attuazione della delega inerente al riordino delle carriere. Al riguardo, sono stati forniti i prospetti  che delineano l’ipotesi di accordo si qui raggiunta tra le Amministrazioni con riferimento al trattamento economico del personale non dirigente. 

 

L’ANAC - Autorità Nazionale Anticorruzione - lo scorso 3 agosto ha pubblicato il testo definitivo del Piano Nazionale Anticorruzione 2016 in cui, tra l'altro, si prevede he non sarà più consentito alle amministrazioni regolamentare una stessa procedura con più strumenti normativi; per esempio, con il Piano triennale e con altre disposizioni di rango inferiore (lettere, fogli d’ordine, circolari, codici etici, ecc..). In tutti questi casi, evidentemente, si corre il rischio di creare interpretazioni discordanti che generano incertezza e confusione. Alla luce di questa norma l'autore dell'articolo evidenzia la discrasia che può scaturire dagli  interventi normativi con cui è stato introdotto in Guardia di Finanza l’istituto del whistleblowing.

Un commento  sulla norma della Legge madia che prevede l'estensione a tutte le Forze di polizia del - fino a oggi quasi sconosciuto in quanto applicato ai soli Carabinieri - dell'articolo 237 del Codice dell’Ordinamento militare, subordinando le informative di reato della polizia Giudiziaria alle valutazioni di opportunità della linea gerarchica.

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