Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

 

Attualità e Politica

Prossimamente il nostro giornale organizzerà in collaborazione con associazioni del settore una importante iniziativa pubblica sull'argomento. Inviateci proposte, esperienze e suggerimenti per affrontare al meglio il delicato argomento. email: info@nuovogiornaledeimilitari.com

In una nota depositata da Cgil, Cisl e Uil in audizione alle Commissioni Lavoro e Affari sociali della Camera in merito al Reddito di cittadinanza-quota 100 (il cosiddetto ‘decretone’), si affronta il tema del TFS erogato agli statali.

Il  fenomeno dei diritti inespressi, non riguarda pensioni sbagliate da parte dell’Inps, ma di quelle componenti che vanno a incidere sul calcolo della pensione che si percepisce mensilmente, che devono essere i pensionati a richiedere.

 

Nessun pagamento del ticket, in Emilia-Romagna, per le Forze Armate, i Corpi di Polizia a ordinamento militare e civile e il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco in caso di infortunio sul lavoro. La Giunta regionale, guidata dal presidente Stefano Bonaccini, ha approvato l’atto che dà applicazione.

"Il Consiglio, si legge in una nota,  ha approfondito lo stato del processo di riforma e modernizzazione dello Strumento Militare nazionale ed ha sottolineato il carattere di continuità, anche finanziaria, che deve necessariamente caratterizzare i programmi di ammodernamento che si sviluppano su orizzonti temporali particolarmente lunghi. 
Infine, il Consiglio ha constatato che “le limitate disponibilità finanziarie impongono di procedere, con celerità e determinazione, nel processo di razionalizzazione delle Forze Armate, concentrando le risorse sulle capacità realmente necessarie per l’assolvimento dei compiti primari per garantire la sicurezza del Paese”

Col Reclamo collettivo n. 140/16 CGIL c. Italia rivolto al Comitato Europei per i diritti sociali[i] (CEDS), la Confederazione denunciava la violazione da parte dell’Italia degli artt. 5 (diritti sindacali) e 6 (diritto di negoziazione) della Carta Sociale Europea (CSE), con riferimento all’impossibilità dei dipendenti della Guardia di Finanza di costituire sindacati e svolgere attività sindacale, nonché di esercitare il diritto di negoziazione collettiva e di sciopero.

Il reclamo ha superato lo scoglio dell’ammissibilità il 10 maggio 2017 e l’esito si conoscerà tra pochissimi mesi (entro il 7 giugno 2019).

 

Il Consiglio dei Ministri n. 48 del 28 febbraio 2019, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha approvato dieci disegni di legge di delega.

Tra questi, la Delega al Governo per la semplificazione e la razionalizzazione della normativa in materia di ordinamento militare

“Assistiamo, negli ultimi giorni, a strani movimenti e prese di posizione che hanno la chiara intenzione di sabotare il processo di riforma avviato con la storica sentenza della Corte costituzionale per garantire il diritto dei militari di costituire propri sindacati”. È quanto dichiarano, in una nota congiunta, Cgil Nazionale, Assodipro e Ficiesse.

Il procuratore generale De Paolis ha sottolineato "la necessità di provvedere alla regolamentazione di un settore nuovo". Tra i temi affrontati, anche la mancata esecuzione di mandati di arresto europei: "31 non eseguiti nei confronti di criminali di guerra nazisti"

(LaPresse) - "La sentenza 120 della Corte Costituzionale ha messo una pietra tombale su tutte le velleità di chi pretendeva di negare un diritto sancito dalla Costituzione - quello di Costituirsi in sindacati anche per i militari. Oggi il Movimento 5 Stelle, in ossequio al dettato Costituzionale non fa altro che dar seguito alle promesse fatte da anni e agli impegni presi con i militari. Detto ciò, faremo di tutto affinché la legge che consente ai militari di costituirsi in sindacati, possa essere finalmente approvata in Parlamento con la collaborazione e il contributo di tutti i soggetti interessati e cercando la massima condivisione delle forze parlamentari. Nessuno escluso" lo dichiara Manuela Corda capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Difesa. "Sarà una legge che finalmente permetterà di superare i limiti dell’attuale istituto della Rappresentanza Militare e dare veri diritti ai nostri uomini e alle nostre donne in divisa in ogni reparto. Auspichiamo la massima collaborazione da parte di tutti. Siamo predisposti all’ascolto e al confronto, ma non a vedere bloccato strumentalmente una seconda volta un cambiamento epocale" conclude Corda. 

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