Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

 

Alla Difesa dicono che sono tessere all’avanguardia, fonte di ispirazione addirittura per esperienze estere. Il problema, però, è che la loro emissione sta scontando problemi a non finire. Al punto da lasciare scoperti molti appartenenti alle nostre Forze armate. Quanti? Si parla di 6mila tra militari e civili dipendenti dal Ministero di via XX Settembre, oggi guidato dalla grillina Elisabetta Trenta. Protagonista della vicenda è la Cmd, Carta multiservizi della Difesa, una tessera personale di riconoscimento che, dopo i primi esperimenti del 2003-2004, si è estesa fino a dotare più di 100mila mila dipendenti del dicastero.

Per il Tar Napoli i fatti contestati e non chiariti in sede penale devono costituire oggetto di approfondita istruttoria in sede disciplinare

I sindacati chiedono l’istituzione di fondi negoziali per la previdenza complementare anche per le Forze Armate e di Polizia; dopo anni di stallo la svolta è vicina?

Il Codice Ordinamento Militare prevede l'esercizio del potere di annullamento d'ufficio degli atti del procedimento disciplinare

L' edizione del compendio ha lo scopo di aggiornare, alla luce delle ultime modifiche normative, le disposizioni in materia di cessazioni dal servizio permanente.Il compendio si applica a tutte le categorie del personale militare in servizio permanente, fatta eccezione per gli Appuntati e i Carabinieri i cui procedimenti di cessazione sono di diretta competenza del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri;  i Graduati non sono al momento interessati alle cessazioni dal servizio permanente che comportano l’accesso alla pensione di vecchiaia o di anzianità, tenuto conto che gli stessi non possono ancora essere in possesso dei requisiti richiesti dalla vigente normativa in materia.

Determinazione della percentuale di rimborso delle spese sostenute per le rette di asilo nido nell’anno educativo 2016/2017. Istruzioni tecniche

Per i pensionati pubblici e privati solo incarichi annuali e gratuiti. I dettagli contenuti della deliberazione n.180/2018 della sezone della Corte dei Conti Lombarda

Secondo la Corte Costituzionale, sentenza 120/2018, la facoltà di introdurre restrizioni all’esercizio dei diritti sindacali dei militari, non può spingersi fino a negare in radice il diritto di costituire associazioni a carattere sindacale. Pertanto l’art. 1475 del codice dell’ordinamento militare viene riscritto nel seguente modo: «I militari possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale alle condizioni e con i limiti fissati dalla legge; non possono aderire ad altre associazioni sindacali».

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 9 giugno 2018 il decreto interministeriale Lavoro - Economia del 15 maggio che definisce i nuovi coefficienti di trasformazione da applicare alla parte contributiva degli assegni pensionistici del 2019 e nel 2020.
Si tratta dei coefficienti che moltiplicano il montante previdenziale e che aumentano con l’aumentare dell’età. Per chi va in pensione prima sono leggermente piu bassi. Il calcolo si applica alla parte contributiva della pensione a partire dal 2012 per chi aveva già versato almeno 18 anni di contributi alla fine del 1995, mentre per gli altri dal 1996 in poi.

E' stata depositata oggi la sentenza con la quale la Consulta dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1475, comma 2, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell’ordinamento militare), laddove  prevede che «I militari non possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale o aderire ad altre associazioni sindacali» invece di prevedere che «I militari possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale alle condizioni e con i limiti fissati dalla legge; non possono aderire ad altre associazioni sindacali».

Si auspica una maggiore trasparenza nelle procedure di trasferimento degli Ufficiali e più attenzione per i diritti soggettivi degli altri militari. E’ inconcepibile che  un agente, per avere la possibilità di assistere un familiare malato, debba affrontare costosi ed estenuanti contenziosi dall’esito incerto.

Di Federico Capurso - I generali sono spaventati. Il loro passo è grave e rimbomba di preoccupazione negli ampi corridoi del ministero della Difesa. L'arrivo del ministro Elisabetta Trenta, in quota Cinque stelle, ha portato con sé le voci insistenti di un cambio di prospettiva che toccherebbe capitoli sensibili come quelli delle missioni all'estero, dei fondi destinati alle forze armate, della stessa missione strategica del ministero. Una volontà nuova che - questo è il timore - potrebbe portare a uno smantellamento dall'interno, uno svuotamento che trasformerebbe via XX Settembre in una centrale sindacale dell'Esercito.

Per il neo Ministro della Difesa, "Oltre ai doveri che sono importanti, ci debbono essere i diritti. Sentiamo parlare spesso di Difesa europea, ma se apriamo un confronto tra i diritti dei nostri militari e i militari degl altri paese UE scopriamo una voragine. I diritti dei militari irtaliani non sono  ancora tutelati a dovere, mentre nel resto d'Europa si contato associazioni e sindacati.

L' esercizio di un diritto costituzionale, come quello politico, all’interno dell’ordinamento militare, subisce, quasi sistematicamente, una compressione, legittima o non legittima che possa essere, a secondo dei tempi e dei contesti, diritto, purtroppo, in ogni caso lasciato, nella moltitudine degli eventi, all’arbitrio soggettivo di colui che è destinato a controllarne l’esercizio e l’applicazione.

Da UNIFIL a Palazzo Baracchini. Esperta analista sui temi della difesa e della sicurezza, esperienze in teatri caldi come l’Iraq, il Libano e la Libia, Elisabetta Trenta e’ la nuova Ministro della Difesa del governo Conte.

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