Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

Sentenze

Il Tar Campania, con sentenza nr. 1110 in data 18 febbraio 2022 ha accolto il ricorso proposto da un militare avverso una scheda valutativa annullando il provvedimento impugnato. Nei fatti, al ricorrente, maresciallo capo dei Carabinieri era stata notificata una scheda valutativa con qualifica finale di “inferiore alla media”. " Se è vero, come è vero,  si legge nella sentenza - che il giudizio deve riferirsi unicamente al periodo di riferimento, non è dato comprendere come relativamente allo stesso periodo di riferimento, unico parametro immutato nel caso di ricompilazione della scheda valutativa annullata, i giudizi interni e complessivi possano subire uno stravolgimento tale da fornire una visione proteiforme del valutando.

Il TAR Piemonte, con una recente sentenza, ha condannato il Comando Regionale Piemonte della Guardia di Finanza a fornire i documenti del c.d. “fascicolo personale” ad un Luogotenente C.S. (iscritto e seguito dal SILF) della Guardia di Finanza.

Il TAR ha accolto il ricorso del finanziere, dopo che il Comando Regionale Piemonte aveva negato l’accesso al fascicolo personale, anche dopo la pronuncia favorevole al ricorrente della Commissione per l’accesso agli atti.  L’Amministrazione è stata condannata anche al pagamento delle spese di giudizio.

Sentenza favorevole nell'ennesima causa contro l'amministrazione che non voleva riconoscere l'indennità di trasferimento ai militari trasferiti a seguito di chiusura della caserma. Nello specifico la caserma chiudeva e tutti gli ufficiali, sottufficiali e volontari in servizio permanente appartenenti all'esercito italiano ed all'aeronautica militare venivano allocati presso la base più vicina.

Il Tribunale di Lecce Sez. Lavoro con recentissima ordinanza del 06.12.2021 n.R.G. 11712/2021, pronunciata su ricorso ex art. 700 c.p.c., ha riconosciuto il diritto a conservare l’assegno ad personam in caso di mobilità volontaria ex art 30 D.Lgs 165/2001.
Il ricorrente, ex militare transitato nell’area civile del Ministero della difesa per sopravvenuta inidoneità fisica, era stato impiegato in posizione di comando presso il Ministero dell’Istruzione.

Sentenza del Tar Lazio: "Il D.P.R. n. 461 del 2001 ha affidato (artt. 11 e 12) al Comitato di Verifica per le cause di servizio (CVCS) il compito di accertare l’esistenza del nesso causale (o concausale) con il servizio delle infermità contratte dai pubblici dipendenti. Ai sensi del combinato disposto degli artt. 11 e 14 DPR n. 461 del 2001, quindi, il parere del CVCS si impone, nel suo contenuto tecnico-discrezionale, all'Amministrazione, la quale, nell'adottare il provvedimento finale, deve limitarsi ad eseguire soltanto una verifica estrinseca della completezza e regolarità del precedente iter valutativo e non deve attivare una nuova ed autonoma valutazione che investa il merito tecnico.

Lo ha ribadito la Corte di Cassazione rigettando il ricorso di un ex dipendente della guardia di finanza a cui era stata riconosciuta la pensione privilegiata ordinaria per infermità riconosciute dipendenti da causa di servizio.

Con una recente sentenza (n.12/2021) della Corte dei Conti Sezioni Riunite, arriva a soluzione l’annosa questione relativa all’aliquota da applicare per il calcolo della parte di pensione “ex retributiva” (quote A e B) dei militari con meno di 15 anni di servizio utile al 31.12.1995. Con la sentenza n. 1/2021, la stesse Sezioni Riunite avevano chiarito che ai militari transitati in pensione con il sistema c.s. “misto” e con un’anzianità utile maggiore a 15 anni al 31.12.1995, lasciando però qualche dubbio per coloro che avevano meno di 15 anni.

Il principio è espresso nell’Ordinanza n. 00658/2020 del 10 febbraio 2020 del Consiglio di Stato che ha definito un lungo confronto Giudiziario con una Amministrazione pervicacemente orientata a disconoscere il diritto in questione.

L’obbligo di reperibilità si qualifica come orario di lavoro solo qualora sussistano vincoli tali da pregiudicare in maniera significativa la capacità di gestire il tempo libero, tale pregiudizio non ricorre se le difficoltà organizzative derivano da fattori naturali o da scelte del lavoratore. Attraverso questi principi, la Corte di giustizia europea, con due distinte sentenze, fornisce un importante elemento di chiarezza in merito alla qualificazione giuridica di un istituto, la reperibilità, che in alcuni settori lavorativi è molto diffuso.

La Corte Costituzionale, con la sentenza del 3 marzo 2021, n. 38, ha ritenuto fondata la questione di legittimità sollevata nei confronti dell’articolo 68, comma 3 del d.P.R. n. 3/1957, nella parte in cui non esclude dal computo dei diciotto mesi di assenza per malattia i giorni di ricovero ospedaliero o di day hospital e quelli di assenza dovuti alle conseguenze delle cure, qualora un lavoratore sia affetto da gravi patologie che richiedano terapie invalidanti, in via temporanea o parziale.

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