Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

Forze di Polizia

Ripristinare gli istituti dell'accertamento della dipendenza dell'infermità da causa di servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio, dell'equo indennizzo e della pensione privilegiata al personale della polizia locale. E' quanto prevede un ddl di iniziativa dei deputati del Movimento 5 Stelle (Catalfo e Crimi) presentato alla Camera dei Deputati nella giornata di ieri. Il disegno di legge (numero 1799) intende estendere i benefici abograti con la legge Fornero nel 2011 e attualmente riconosciuti esclusivamente nei confronti del comparto pubblica sicurezza di cui la Polizia Locale non fa parte.

Di Gianluca Taccalozzi - Una recentissima interrogazione parlamentare del M5S ha evidenziato l’irragionevolezza della c.d. “omogeneizzazione stipendiale” dei ruoli direttivi delle Forze Armate e delle Forze di Polizia. Contemporaneamente la RGS ha accordato l’esclusione “ex post” dal blocco stipendiale delle indennità “perequativa” e di “posizione” del personale dirigenziale ed il conseguente riconoscimento dei relativi arretrati a far data dal 01.01.2011.

Aldilà del facile populismo che impera in rete, queste due circostanze evidenziano quanto sia necessario ed urgente rivedere l’intera struttura retributiva del comparto sicurezza e difesa. Una struttura anacronistica e disallineata rispetto al resto del pubblico impiego e del lavoro privato, che mortifica chi merita (“fesso”) e premia chi “campa di rendita” (“furbo”).

Il Corpo forestale dello Stato sarà sciolto. La riduzione delle forze di polizia voluta dal premier Matteo Renzi e ribadita nella delega Pa   ha così un primo, concreto traguardo: i tempi saranno rapidi anche se non immediati. Restano in piedi Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia penitenziaria. I forestali, circa 8mila addetti, dovranno confluire in una delle forze dell’ordine. La questione, per nulla semplice, è in discussione ai tavoli interforze presso il dipartimento di Ps - sulla logistica, le specialità, i presìdi sul territorio - al lavoro proprio per il riordino. I vertici di carabinieri e poliziotti, in particolare, stanno valutando funzioni, dotazioni, strutture e personale della forestale che, essendo civile, dovrebbe essere immesso nella Polizia di Stato.

 

Dopo una lunga attesa ed una serie di rinvii (l’ultimo, chiesto proprio dal Governo pochi giorni fa) dovrebbe essere discusso a breve il disegno di legge “disposizioni in materia di identificazione degli appartenenti alle forze dell’ordine”. Si tratta di una  proposta che porta la prima firma del senatore di Sinistra Ecologia e Libertà Peppe De Cristofaro, cui si sono aggiunti i colleghi De Petris, Barozzino, Cervellini, Petraglia, Stefano, Uras e gli ex senatori del Movimento 5 Stelle Campanella e De Pin. La richiesta di una modalità semplice e precisa per “riconoscere” l’identità degli agenti di polizia (e non solo) durante l’intero arco di svolgimento delle loro funzioni, è da sempre legata ad episodi di cronaca, che evidenziano il comportamento non sempre esemplare delle forze dell’ordine.

....Se nel prossimo DEF 2015 i risparmi ipotizzati e scontati nel DEF 2014 sul settore sicurezza saranno dirottati verso altri lidi, si potrà stare tranquilli, ma se quei risparmi saranno confermati vi è il concreto pericolo che (nella prossima legge di stabilità) si ritorni a parlare di proroga del blocco contrattuale, di proroga delle limitazioni al turn-over e di interventi molto più incisivi di quelli ipotizzati nella delega (chiusure di presidi, riduzioni di organici, ecc.)....

Di Gianluca Taccalozzi - Se vogliamo trovare risorse per i contratti e le retribuzioni, se vogliamo essere protagonisti e non vittime del cambiamento, dobbiamo affrontare la “sfida” delle riforme. Servono proposte convincenti, fattibili, coerenti con la realtà e finanziariamente sostenibili. Limitarsi a fare la “voce grossa” brandendo l’arma spuntata della specificità è utile solo a dimostrare di esistere od a mantenere il consenso, fino a quando il personale si stancherà finalmente di essere preso in giro.

Al centro dell'incontro • legge delega per il riordino delle carriere e di un nuovo modello dell’ordinamento del personale della Polizia di Stato che, si interfacci con il nuovo modello di  distribuzione degli uffici e relativi carichi di lavoro; attraverso una inderogabile riforma delle carriere di tutti i ruoli e qualifiche, ivi compresa la contrattualizzazione del ruolo unico della dirigenza; • concorsi interni; • razionalizzazione dei presidi di polizia; • protocolli operativi e regole di ingaggio; • assunzione straordinaria di personale attraverso lo scorrimento delle graduatorie degli idonei, dei concorsi riservati ai VFB tra cui l’ultimo bandito a 650 posti.
Dopo trentatrè anni dalla “Riforma” madre del Comparto sicurezza, le esigenze del PaeseVimpongono una nuova campagna di riforme dell'apparato della sicurezza interna che va oltre la mera ottica di tagli o di accorpamenti nel breve periodo. La sedimentazione, laVstrutturazione e le sovrapposizioni, funzionali e territoriali, che in questo ultimi trent'anni hanno interessato i diversi Corpi di Polizia, devono necessariamente essere ricollocate inVun alveo maggiormente aderente alle esigenze di sicurezza sociale ed economica dei cittadini, senza gravare sulla qualità del lavoro degli operatori. 
I criteri che devono informare il processo di riordino sono quattro: la valorizzazione delle specificità delle funzioni da assegnare ai diversi attori del Comparto, il coordinamento funzionale, l'eliminazione delle sovrapposizioni e una modifica degli assetti soprattutto dei livelli gerarchici di coordinamento. 

E’ stato presentato il 27 dicembre nell’ambito del Lecce Film Fest 2014, il nuovo documentario del giovane regista napoletanoRaffaele Manco, al quale è stata riconosciuta la ‘Menzione speciale”. Il documentario, intitolato “H24 Poliziotti allo specchio“, ha riscosso un grande successo della critica e ha acceso forti dibattiti fra i presenti, sul controverso tema delle Forze dell’Ordine e il loro lavoro.

Le storiche Fiat e Alfa Romeo che hanno segnato oltre mezzo secolo delle forze dell'ordine italiane lasceranno il posto ai modelli del Gruppo Volkswagen che si aggiudicato l'appalto per 206 vetture tra Polizia e Carabinieri, con opzione per l'acquisto di ulteriori 4.000 auto da parte del Ministero dell'Interno.

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