Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

Approfondimenti

Il d.p.c.m. contenente la tabella di equiparazione tra personale del soppresso C.F.S. e resto del pubblico impiego emanato a seguito del d.lgs. n. 177/2016 ha valenza solo per quelle singole e particolari posizioni, mentre gli aspetti generali saranno risolti nell’emanando riordino dei ruoli del personale del comparto sicurezza e difesa.

All'alba del 2017, le caserme si rivelano ancora come luoghi nei quali anche diritti costituzionalmente pacifici (come quello della presunzione di innocenza) tardano ad affermarsi ed, anzi, vengono progressivamente limitati.

La sfida di quest'anno potrebbe essere, quindi, quella di verificare se, dopo il benefico innesto nel mondo militare delle donne (notoriamente più coraggiose e battagliere degli uomini nel far valere i propri diritti), analogo benefico effetto sortirà il transito di circa 7000 forestali nei Carabinieri e (in minor misura) nella Guardia di finanza. Quanto meno al fine di riprendere una seria meditazione sullo stato dei diritti dei militari, da troppo tempo tralasciata e delegata a quei pochi coraggiosi che ancora non si arrendono.

La Cassazione, con sentenza n. 54712 del 23 dicembre 2016 torna a pronunciarsi sull’annosa questione relativa al corretto utilizzo dei permessi della legge 104 per assistenza ai disabili. Tale sentenza segna un vero e proprio spartiacque in materia poichè, fa cadere l’obbligo imposto al lavoratore che usufruisce del permesso, di assistenza continuativa al portatore di handicap.

Al recente Congresso Nazionale della SIMLII la Medicina del lavoro è tornata, dopo oltre un decennio dal 2004 , ad affrontare il tema dei rischi per la salute nelle Forze di Polizia. Per far questo si  è partiti da una analisi della letteratura scientifica che indica come le forze di polizia siano state oggetto prevalentemente di studi episodici, a carattere descrittivo o di indagini trasversali su campioni di convenienza. Sono molto scarsi gli studi longitudinali o quelli condotti su campioni randomizzati. Tuttavia, l’efficacia di queste indagini, pur limitata, è sufficiente ad illustrare un quadro di sicuro interesse per la medicina del lavoro.

 

La Legge di Bilancio prevede dal prossimo anno l’esenzione IRPEF per le pensioni dirette, indirette e di reversibilità erogate nei confronti delle vittime del dovere e loro superstiti.

 Lo prevede l'articolo, co. 211 della Legge di bilancio 2017. 

I pensionati interessati dal blocco sulla rivalutazione delle pensioni nel biennio 2012-2013, per evitare il  rischio di prescrizione in attesa della nuova sentenza della Corte Costituzionale, possono presentare una istanza per interrompere i termini  che scatterebbero nel 2017, impedendo il rimborso totale della rivalutazione mancata anche nel caso in cui la Consulta dovesse pronunciarsi a loro favore.

Tra i benefici fiscali riconosciuti ai disabili dalla legge 104/92, emerge l'esenzione del pagamento della tassa automobilistica per i veicoli destinati alla mobilità dei cittadini portatori di handicap o invalidi.

Accentramento delle risorse finanziarie e unificazione dei contributi. Sono queste alcune delle mosse indispensabili, secondo lo Stato Maggiore della Difesa, per salvare la Cassa previdenziale delle Forze Armate alla luce delle indiscrezioni raccolte  infatti, la Cassa naviga in cattive acque (rischiando il “default”, per usare le parole del dicastero retto da Roberta Pinotti?) e potrebbe, se non ci saranno interventi legislativi a riguardo, arrivare al blocco del pagamento delle indennità ai propri iscritti a partire dal 2022.

Si chiude definitivamente la penalizzazione sulla pensione anticipata. Nella bozza della Legge di bilancio  trova spazio un articolo che manda in soffitta il sistema di disincentivazione al pensionamento per quei lavoratori e lavoratrici iscritti presso forme di previdenza pubbliche obbligatorie (Ago, Gestioni Speciali dei Lavoratori Autonomi e fondi ad essa sostitutivi ed esclusivi) che accedono alla pensione anticipata con meno di 62 anni.  

Dettagli ancora da definire, ma secondo l'accordo fra governo e sindacati questa categoria di persone potrà andare in pensione a partire dai 63 anni senza dover aspettare i 67. Un aiuto, seppur limitato, che i caregiver familiari, fra proposte di legge e ordini del giorno in Parlamento, aspettano da anni

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