Periodico di informazione delle Forze Armate, Forze di Polizia e Pubblico Impiego

  

Approfondimenti

 

 
Fighting-PTSD-2015di Rachele Magro*

Nel 2015 l’Amministrazione Difesa ha costituito un Comitato tecnico scientifico (Board) per lo studio dei disturbi mentali nel personale militare che rappresenta il primo organismo interforze di osservazione, monitoraggio e gestione dei disturbi mentali e che dovrebbe favorire, tra l’altro, la valutazione dei processi di reale incidenza dei Disturbi Post Traumatici da Stress (DPTS) nei militari. Ad oggi non sono stati pubblicati in merito dati epidemiologici in Italia, ma solo delle linee guida, ispirate al DSM V per i clinici e i medici direttori del servizio sanitario, i cosiddetti DSS, che dovrebbero essere, elemento di rilevazione sul territorio di tale incidenza.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una interessante analisi di  Vincenzo Vacca, Segretario Nazionale Ficiesse.

""La necessità di coniugare un necessario sistema di polizia preventiva e repressiva con il mantenimento delle garanzie costituzionali previste sia nel nostro ordinamento nazionale che in quello europeo.

Da questo punto di vista, l’Europa deve dotarsi, senza indugiare in ulteriori colpevoli ritardi, di una Procura Federale per i reati di terrorismo, operativa in tempi brevissimi, e di una Polizia Federale che dipenda funzionalmente dalla menzionata Procura.

Dobbiamo essere sempre più consapevoli che o ci salviamo insieme o andiamo a picco tutti.

A livello nazionale è indispensabile investire nella sicurezza, nella cura delle nostre periferie, nei sobborghi urbani e nella creazione di scuole e spazi di formazione umana e democratica a tutti i livelli..."

E’ ben noto che chiunque si accinga ad un intervento urgente con legge ordinaria sulla giurisdizione dei tribunali militari va incontro a specifiche difficoltà derivanti da istanze contrapposte: da un lato l’insignificante carico di lavoro dovuto a motivi non contingenti e transeunti, quasi segno dell’esaurimento della funzione nell’ordinamento della Repubblica, richiederebbe la pura e semplice soppressione dell’intera organizzazione; dall’altro però il dettato costituzionale, come comunemente inteso anche in sentenze della Corte costituzionale, appare di ostacolo ad operazioni di questo tipo, e legittimare quindi soltanto riordinamenti riduttivi anche al massimo, che però mantengano in qualche modo in vita la speciale giurisdizione per i reati militari commessi dagli appartenenti alle Forze Armate.


L'associazione AFeVA Sardegna  ricorda agli eredi delle Vittime dell'Amianto decedute nel corso dell’anno 2015 a causa di un mesotelioma non professionale, che hanno tempo sino al 30 marzo 2016 per presentare alla sede INAIL di residenza la domanda per il riconoscimento della prestazione una tantum a prescindere dal fatto che il relativo diritto sia stato esercitato in vita dalla Vittima.

decreto attuativo sul Canone RAI in bolletta elettrica è finalmente pronto. Il Ministero dell’Economia e Sviluppo Economico e dell’Economia lo hanno inviato peri consueti pareri all’Autorità per l’Energia e al Consiglio di Stato. Nel provvedimento si fa luce sui dubbi più consistenti espressi sulla riforma dell’imposta televisiva, ossia le garanzie per i rimborsi ai cittadini e i contributi alle società elettriche (28 mln di euro in due anni). Indicate anche scadenze e modalità per richiedere l’esenzione dall’addebito in bolletta per mancato possesso dell’apparecchio televisivo, tramite invio di apposita autocertificazione

Le ore dedicate alla formazione sono a tutti gli effetti orario lavorativo, quindi devono essere retribuite.

A dirlo una risposta dell'ARAN relativamente ai contratti colletitivi nazionali del pubblico impiego.

Infatti, nei contratti viene previsto che almeno l'1% dell'orario debba essere destinato alla formazine, cui si aggiunge la possibilità di avere permessi.

Secondo l'ARAN, "le ore effettive di partecipazione alle attività formative devono essere considerate come servizio prestato a tutti gli effetti e, quindi, anche come orario di lavoro, ai fini del completamento del debito orario delle 36 ore settimanali".
Quindi "per la parte eccedente l’orario d’obbligo giornaliero, devono essere considerate lavoro straordinario".

Oggi più che mai all’interno del mondo lavorativo sono presenti casi di MOBBING ma se, negli passati, lo si riteneva un quid presente nel mondo industriale, dati recenti hanno evidenziato che il mobbing viene posto in essere anche nell’esercito e può essere prodotto dal comandante o dagli stessi militari.

Uno studio sulle norme in materia di incompatibilità -  Gli incarichi (attività extraistituzionali) autorizzabili: condizioni di legittimità e modalità autorizzatorie. Gli incarichi conferiti dal datore di lavoro. -  Gli incarichi (attività extraistituzionali) sottratti ad autorizzazione. – Deroghe soggettive al regime delle incompatibilità.

Sarà stata la crisi ed i conseguenti tagli a diritti e stipendi, sta di fatto che tra i finanzieri si comincia o ricomincia a ragionare sull’opportunità seria e reale di avere diritti sindacali ed organizzazioni di rappresentanza libere, indipendenti e svincolate dalle gerarchie.

L’operatore di polizia “con stellette” inizia a discutere di sindacalizzazione senza tabù, come si ragiona di ugual diritti riconosciuti a buona parte dei lavoratori che con impegno e diligenza contribuiscono alla crescita civile, morale ed economica di questa nostra bella nazione.

Aldilà dei distinguo, libero sindacato o doppio binario, tutti ravvisano la necessità di superare l’attuale vetusto ed inadeguato sistema.

E' stato pubblicato nella gazzetta ufficiale n. 35 del 12 febbraio il testo del Decreto che determina l'ammontare massimo del beneficio a favore dei nuclei familiari con un numero di figli minori, pari o superiore a quattro, in possesso di una situazione economica corrispondente a un valore ISEE non superiore a 8.500 euro annui.

 

A margine dell’entrata delle Forze Armate e della  Guardia di Finanza nel sistema “cedolino Noi.PA” si è sparsa in rete la voce “incontrollata” di un aumento delle ritenute IRPEF applicate su alcune indennità accessorie (notturno, festivo, superfestivo, ecc.) che il governo avrebbe celatamente attuato per finanziarie il bonus di 80 euro.

Si tratta di una notizia fasulla, probabilmente ingenerata da una superficiale ed errata interpretazione del cedolino Noi.PA - Arma dei Carabinieri del mese di gennaio 2016 nel quale le indennità accessorie sono state “straordinariamente” trattate a parte.

Una interessante iniziativa del sito pensionioggi.it. Un programma consente di determinare l'importo lordo e netto del trattamento di fine servizio spettante ai lavoratori dipendenti del pubblico impiego, compreso il comparto sicuerezza.

RIORDINO SI’, RIORDINO NO. di Gianluca Taccalozzi.

Come noto l’art. 8 della legge delega Madia prevede, tra l’altro, la possibilità di riordinare le carriere del personale del comparto sicurezza ed un’analoga delega [1] è stata recentemente approvata anche per il personale delle Forze Armate.

Dietro questa delega, nascoste sotto i più spendibili termini “funzionalità”, “merito” e “professionalità”, vi sono motivazioni, del tutto legittime, ma quasi esclusivamente corporative...

Il lancio di una (nuova) grande riforma della pubblica amministrazione voluta dal Governo Renzi avrebbe meritato un dibattito a livello nazionale ricco e articolato, con i media a fare da traino. Dopo due anni, invece, ci troviamo a discutere fino alla nausea di rubagalline che timbrano e se ne vanno al bar, mentre la legittima indignazione popolare avverso le inefficienze della macchina pubblica viene dirottata sul dirigente pubblico, colpevole di tutti i mali e ridotto alla figura di casellante degli ingressi degli uffici. A dispetto di qualche voce, talvolta persino insospettabile che si leva a stigmatizzare la povertà del dibattito in essere, non una parola su aspetti che invece sarebbero centrali per rendere più efficiente l’amministrazione pubblica italiana.


Come è noto tra le norme del Milleproroghe che il Parlamento si accinge a votare, ce ne è una che impedirà  ai cittadini militari di poter esercitare un loro sacrosanto diritto: quello di scegliersi i loro delegati in seno ai Consigli di rappresentanza.
Eppure, la norma con la quale si intende prorogare il mandato dei delegati in carica, (per la terza volta), con la motivazione (sempre la stessa), ,  di portare a termine le riformeva ad incidere in un sistema elettivo in cui, gli unici protagonisti dovrebbero essere proprio gli elettori militari.

Ci risiamo. Ancora una volta le vittime da sangue infetto sono dovute emigrare alla Corte europea dei diritti dell’uomo per veder riconosciuti diritti costituzionalmente sanciti. Di questo si è occupato a lungo l’inca che ha promosso diverse cause legali. L'ultima sentenza della Cedu di gennaio 2016 ha condannato lo Stato italiano a risarcire 350 cittadini infettati da vari virus (Aids, epatite B e C) attraverso le trasfusioni di sangue che hanno effettuato durante un ciclo di cure o un'operazione.

L’altro ieri su tutte le tv, radio e giornali abbiamo assistito alla visita del segretario di Stato americano John Kerry a Roma, ufficialmente per promuovere maggiori sforzi alla coalizione nella lotta al terrorismo. Il Governo italiano nelle parole del Ministro Gentiloni ha affermato che“..l’Italia è pronta sulla Libia a fare la sua parte..». Come nelle migliori tradizioni, nella conferenza Stampa ci sono state due notizie, una buona e una cattiva. Quella buona è stata data la risposta ufficiale che la ditta italiana (Trevi SPA di Cesena) avrà l’appalto dei lavori di ristrutturazione della diga di Mosul (a 50 km dalla città),quella cattiva è che la sicurezza del cantiere toccherà alle truppe italiane.

Fa discutere da giorni la proposta emendativa con cui diversi parlamentari hanno richiesto di prorogare di un anno, ovvero fino al 30 maggio 2017, il mandato degli attuali componenti in carica del Consiglio Centrale Interforze della Rappresentanza Militare, nonché del consigli centrali, intermedi e di base delle Forze Armate, quindi anche dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza.

E’ motivo di confronto tra i delegati della stessa rappresentanza, tra il personale del comparto difesa, fa discutere ed intervenire gli osservatori abituali delle vicende dei militari e, tutto sommato l’argomento sembra anche coinvolgere od interessare in modo bipartisan qualche politico.

Il Tar del Lazio,  ha recentemente annullato la circolare n. 2/2014 della Funzione Pubblica nella parte in cui viene imposto ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche  di avvalersi obbligatoriamente dei permessi per documentati motivi personali, secondo la disciplina prevista dai CCNL, o di istituti contrattuali similari o alternativi (come i permessi brevi o la banca delle ore), per giustificare l’assenza dovuta all’effettuazione di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici secondo la suddetta nuova disciplina. 

di Fulvia Colombini, presidenza Inca 

 

Come ricorderanno i nostri lettori (LEGGI QUI) avevamo denunciato il fatto che l’Inps, nell’applicare la sentenza della Corte Costituzionale sul blocco delle rivalutazioni delle pensioni, aveva preso un “granchio” perché aveva trasformato in “indebito” la parziale rivalutazione spettante,  a seguito della normativa, con la quale è stata attuata la sentenza.

L’effetto paradossale dell’interpretazione dell’Inps è che con l’applicazione del “bonus Poletti”, stabilito dalla legge 109/2015,  i pensionati che hanno goduto nel 2012 e 2013 di un trattamento pensionistico pari esattamente a 3 volte il minimo,  dal 2014 passino ad un importo inferiore a 3 volte il minimo rivalutato, diventando di fatto percettori di somme “indebite”. In sostanza l’Inps stava chiedendo di restituire l’incremento parziale che era stato garantito come salvaguardia dalla legge Fornero e le restituzioni avrebbero dovuto cominciare a partire dal 1 marzo prossimo.

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